Genny Manfredi

Il valore dell’abitazione principale (quella di proprietà di un membro del nucleo familiare ed in cui il nucleo familiare risiede), non rileva ai fini del patrimonio immobiliare se inferiore alla soglia di euro 52 mila euro e 500 (incrementata di euro 2 mila e 500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo). La parte eccedente tale valore viene considerata in misura pari a due terzi.

Quindi, per verificare un eventuale (per quanto improbabile) errore dell’INPS nel calcolo dell’ISEE, con particolare riferimento alla valorizzazione dell’immobile di proprietà in cui il nucleo familiare risiede, va determinato il valore IMU della casa al netto del mutuo residuo. se tale importo è positivo, vanno ulteriormente detratti 52 mila euro (aumentati di 2.500 per ogni figlio convivente successivo al secondo). il residuo (risultato delle sottrazione) va diviso per tre e il quoziente moltiplicato per due.

Per visualizzare l'intera discussione, completa di domanda e risposta, clicca qui.