Gennaro Andele

Attenzione alla truffa Rc auto col giro di prova dell’usato: va di moda raggirare soprattutto i venditori anziani: di base, un falso compratore individua l’annuncio su Internet, contatta la vittima che vende la macchina usata e cerca di capire se l’uomo (o la donna) è avanti con l’età.

In caso positivo, l’acquirente farlocco passa alla seconda fase.

Compratore e venditore si incontrano, col primo che ha semplicemente chiesto al secondo di fare un piccolo giro di prova in auto.

L’acquirente si mette alla guida, con il venditore accanto, sul lato passeggero.

Un compare del compratore si pone, durante il giro di prova, davanti all’auto oggetto della truffa.

Il compratore tampona il socio criminale.

L’auto della finta vittima viene danneggiata e il guidatore finge di avere male al collo.

A quel punto, il guidatore dell’auto cui si è finto interessato spinge il venditore ad arrivare a un accordo: un mini risarcimento sui centinaia di euro per evitare noie.

Niente Modulo blu della constatazione amichevole, niente malus assicurativo che si riverbera negli anni con aumenti tariffari pesantissimi.

Se il venditore cade nella trappola, dà i soldi al criminale.

Che scappa, ovviamente, e non si fa più sentire.

Di certo, non comprerà mai e poi mai l’auto.

Il nostro consiglio, in caso di sinistro, è duplice: anzitutto, allertare le Forze dell’ordine.

E poi avvertire la compagnia assicuratrice dell’accaduto.

Anche per capire la reazione dei malintenzionati, che con tutta probabilità in questo caso se la danno a gambe levate.

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