Lilla De Angelis

Integro le informazioni mancanti: ricevo una telefonata 2 settimane fa da poste italiane, l’operatrice mi comunica che risulta un movimento sospetto dalla mia carta, cioè un trasferimento di denaro verso un’altra postepay.

Per sicurezza mi dice che hanno provveduto a bloccare sia la mia Evolution che la Postepay sulla quale è stato trasferito il denaro. Mi dice di recarmi subito all’ufficio postale per un estratto conto e poi dai carabinieri per fare la denuncia di furto. Così faccio subito e poi torno all ufficio postale e invio tramite fax con l operatore il reclamo. Questo è tutto. Non so se la mia carta è stata clonata o cos’altro.

Dopo 10 giorni mi arriva la risposta da poste italiane alla mia richiesta di contestazione di addebito: in riferimento alla sua segnalazione relativa al disconoscimento delle operazioni specificate, la informiamo che dai riscontri e dagli approfondimenti effettuati è emersa la legittimità delle stesse transazioni, e quindi non si accoglie la sua richiesta di rimborso. Questa la risposta di poste italiane: mi rubano i soldi e l’operazione secondo loro sarebbe legittima.

Ho giá inviato un’altra richiesta di chiarimenti all ufficio reclami e, grazie al vostro consiglio, invierò una richiesta all’ arbitro bancario.

Avrei un’altra domanda, se, come spero, l arbitro bancario mi darà ragione, chi mi risarcirá e in quanto tempo? Poste italiane o l arbitro bancario? Inoltre la Postepay nella quale questi criminali hanno trasferito i miei soldi sarà pure a nome di qualcuno no? Perché non verificano se i soldi sono stati bloccati in tempo?

Peccato che non si possa disporre della registrazione della telefonata intercorsa due settimane fa con l’operatrice di Poste Italiane che le comunicava il blocco della carta in seguito al movimento sospetto eccetera, eccetera. Sicuramente negheranno che ci sia mai stata, dal momento che con essa si certifica ex ante il riconoscimento di una operazione illegittima. Lei, comunque riporti il contenuto della telefonata nel ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), ricorso che, lo ripetiamo, può essere presentato solo dopo 30 giorni dalla data in cui il reclamo a Poste Italiane sarà stato ricevuto. Non si può presentare il ricorso all’ABF se non dopo che siamo passati 30 giorni dal ricevimento, da parte di Poste Italiane, del suo reclamo e, indipendentemente dall’aver ottenuto, o meno, una risposta positiva dalla controparte (i pretesti delle banche e di Poste Italiane finalizzati ad addossare comunque al cliente la grave responsabilità di non aver mantenuto riservate le credenziali dispositive, costituiscono ormai un classico ripetitivo, una litania ben nota anche all’ABF). Se si muove prima dei 30 giorni il ricorso all’ABF risulterà irricevibile: mi raccomando di prestare la massima attenzione a questo aspetto procedurale.

Per quel che attiene i tempi, mediamente la pronuncia dell’ABF su un ricorso si ottiene in due, massimo 3 mesi. Se il verdetto le sarà favorevole il ristoro di quanto frodato sarà ripristinato a meno di una piccola franchigia (150 euro, ma in alcune situazioni l’ABF potrebbe addirittura stabilire che il cliente non debba versarla).

Per capire meglio come articolare il ricorso e come, presumibilmente replicherà Poste Italiane, le suggerisco di documentarsi leggendo questa recente decisione dell’ABF che ricalca una vicenda probabilmente molto simile alla sua.

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