Furto di fondi disponibili su carta Postepay Evolution – Possibile un risarcimento con ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF)?

Sono stato vittima di un furto sulla mia Postepay Evolution: hanno trasferito tutto ciò che c’ era sul mio conto, 2 mila e 700 euro, sono stato informato telefonicamente da poste italiane, mi hanno detto che c’ era stato un prelevamento sospetto e che avevano bloccato sia la mia carta che quella sul quale era stato depositato l’importo rubato. Mi consigliavano di fare subito un estratto conto e la denuncia ai carabinieri perchè cosí avrei recuperato i soldi. Ora dopo il danno la beffa. Poste italiane mi manda una mail dicendomi che non mi rimborseranno i soldi rubati. Ora vi chiedo cosa è possibile fare e chi devo contattare, l ufficio reclami non ha numero di telefono, la persona che mi ha chiamato dalle poste chiamava con un prefisso di Torino ma non col numero completo quindi non posso richiamare. Come posso ottenere ciò che mi hanno rubato, inoltre visto che anche se hanno bloccato la mia carta non è servito a niente, dato che hanno fatto in tempo a rubarmi tutto, magari la carta in cui hanno trasferito i soldi è stata bloccata e non sono riusciti a prenderli..vi prego di aiutarmi, gli impiegati dell’ ufficio postale non sanno cosa dirmi.

Come purtroppo spesso accade, chi posta il quesito (chiedendo supporto) non ritiene di dover dettagliare il contesto in cui si sono verificati gli eventi, nè di dover citare le motivazioni con cui la controparte (nella fattispecie Poste Italiane) ritiene di non essere tenuta a ripristinare l’importo sottratto da terzi.

Quindi possiamo limitarci solo a suggerire di inviare a Poste Italiane, con raccomandata AR, un reclamo scritto in cui si sintetizzano gli eventi che hanno portato all’ammanco e si chiede il rimborso di quanto sottratto da terzi.

Passato un mese dalla data in cui il reclamo sarà stato ricevuto da Poste Italiane, sarà possibile presentare un ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario che ha sempre riconosciuto ai clienti, vittime di furti digitali in conti correnti e carte di credito e prepagate, il ristoro (a meno di una piccola franchigia) di quanto addebitato con operazioni tempestivamente disconosciute, quando non fosse stata ravvisata grave negligenza nel mantenere strettamente riservate le credenziali o imprudenza colpevole nel rendere note le stesse (phishing) a terzi, poi rivelatisi delinquenti malfattori.

Il ricorso può essere presentato via web (qui le istruzioni) al solo costo di 20 euro, che saranno restituiti all’istante in caso di accoglimento.

Non è necessario il supporto di un avvocato: sarà sufficiente scrivere una breve, ma dettagliata, memoria, sulla falsariga di quanto esposto in questo forum, esponendo i fatti che hanno determinato l’ammanco, e contestando il rifiuto della controparte a ripristinare il saldo contabilizzato prima dell’operazione di addebito disconosciuta, nonché allegando la denuncia querela presentata alle forze dell’ordine.

3 Febbraio 2021 · Simonetta Folliero

Integro le informazioni mancanti: ricevo una telefonata 2 settimane fa da poste italiane, l’operatrice mi comunica che risulta un movimento sospetto dalla mia carta, cioè un trasferimento di denaro verso un’altra postepay.

Per sicurezza mi dice che hanno provveduto a bloccare sia la mia Evolution che la Postepay sulla quale è stato trasferito il denaro. Mi dice di recarmi subito all’ufficio postale per un estratto conto e poi dai carabinieri per fare la denuncia di furto. Così faccio subito e poi torno all ufficio postale e invio tramite fax con l operatore il reclamo. Questo è tutto. Non so se la mia carta è stata clonata o cos’altro.

Dopo 10 giorni mi arriva la risposta da poste italiane alla mia richiesta di contestazione di addebito: in riferimento alla sua segnalazione relativa al disconoscimento delle operazioni specificate, la informiamo che dai riscontri e dagli approfondimenti effettuati è emersa la legittimità delle stesse transazioni, e quindi non si accoglie la sua richiesta di rimborso. Questa la risposta di poste italiane: mi rubano i soldi e l’operazione secondo loro sarebbe legittima.

Ho giá inviato un’altra richiesta di chiarimenti all ufficio reclami e, grazie al vostro consiglio, invierò una richiesta all’ arbitro bancario.

Avrei un’altra domanda, se, come spero, l arbitro bancario mi darà ragione, chi mi risarcirá e in quanto tempo? Poste italiane o l arbitro bancario? Inoltre la Postepay nella quale questi criminali hanno trasferito i miei soldi sarà pure a nome di qualcuno no? Perché non verificano se i soldi sono stati bloccati in tempo?

Peccato che non si possa disporre della registrazione della telefonata intercorsa due settimane fa con l’operatrice di Poste Italiane che le comunicava il blocco della carta in seguito al movimento sospetto eccetera, eccetera. Sicuramente negheranno che ci sia mai stata, dal momento che con essa si certifica ex ante il riconoscimento di una operazione illegittima. Lei, comunque riporti il contenuto della telefonata nel ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), ricorso che, lo ripetiamo, può essere presentato solo dopo 30 giorni dalla data in cui il reclamo a Poste Italiane sarà stato ricevuto. Non si può presentare il ricorso all’ABF se non dopo che siamo passati 30 giorni dal ricevimento, da parte di Poste Italiane, del suo reclamo e, indipendentemente dall’aver ottenuto, o meno, una risposta positiva dalla controparte (i pretesti delle banche e di Poste Italiane finalizzati ad addossare comunque al cliente la grave responsabilità di non aver mantenuto riservate le credenziali dispositive, costituiscono ormai un classico ripetitivo, una litania ben nota anche all’ABF). Se si muove prima dei 30 giorni il ricorso all’ABF risulterà irricevibile: mi raccomando di prestare la massima attenzione a questo aspetto procedurale.

Per quel che attiene i tempi, mediamente la pronuncia dell’ABF su un ricorso si ottiene in due, massimo 3 mesi. Se il verdetto le sarà favorevole il ristoro di quanto frodato sarà ripristinato a meno di una piccola franchigia (150 euro, ma in alcune situazioni l’ABF potrebbe addirittura stabilire che il cliente non debba versarla).

Per capire meglio come articolare il ricorso e come, presumibilmente replicherà Poste Italiane, le suggerisco di documentarsi leggendo questa recente decisione dell’ABF che ricalca una vicenda probabilmente molto simile alla sua.

3 Febbraio 2021 · Lilla De Angelis

I 30 giorni dopo i quali presentare il ricorso valgono solo nel caso non si riceva risposta dalle poste o banca? Se io ricevo una risposta negativa dopo una settimana posso presentare ricorso anche prima dei 30 giorni, é esatto?

A proposito del furto subito sto scoprendo, con decine di telefonate, con le quali mi fanno nuove informazioni col contagocce, sempre nuovi retroscena, e cioè che alle 15,35 mi chiamano dall’ ufficio sicurezza poste comunicandomi che hanno bloccato la mia carta e quella dei ladri. Invece da un controllo risulta l operazione conteggiata alle 16,10. Inoltre viene trasferito il denaro come ricarica automatica Postepay, senza nessun dato relativo alla Postepay, quindi, mi dice l’operatore che è una cosa illegale e che quindi non potevano autorizzare una simile transazione visto che non appare nessun dato della Postepay, ne codice fiscale dell’intestatario ne numero. Ho già inviato il ricorso all’arbitro bancario ma tutte queste informazioni non ho potuto inviarle perché le ho ricevute poco fa. Spero di poterle integrare perché si evince un comportamento poco serio da parte di poste italiane. Grazie ancora

In effetti, ci si può rivolgere all’ABF solo se Poste Italiane non ha risposto al reclamo nel termine di 60 giorni, o nei più brevi termini eventualmente previsti da specifiche disposizioni di legge o dalle disposizioni emanate dalla Banca d’Italia in attuazione del Titolo VI del Testo Unico Bancario (ad esempio, in materia di servizi di pagamento, per cui è concesso il termine di 15 giorni lavorativi equivalenti a circa 30 giorni solari giusto per non sbagliare) oppure se si è ottenuta una risposta ritenuta non soddisfacente.

Non si può presentare ricorso all’ABF se sono trascorsi più di 12 mesi da quando è stato presentato reclamo all’intermediario. In questo caso si deve presentare un nuovo reclamo all’intermediario.

Pertanto se ha già ricevuto una risposta da Poste Italiane che nega il ripristino del saldo antecedente l’addebito disconosciuto, allora può presentare subito ricorso.

Per quanto riguarda le integrazioni, lasci perdere le telefonate: il ricorso all’ABF si basa su prove documentali e gli Arbitri conoscono perfettamente le operazioni scorrette che talvolta gli intermediari svolgono ai danni dei clienti. La decisione si basa su elementi di fatto e di diritto che non prevedono prove testimoniali o dichiarazioni del ricorrente assunte per sentito dire.

3 Febbraio 2021 · Annapaola Ferri

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