Simonetta Folliero

A seguito della morte di mio padre e l’impossibilità di assolvere alla successione, non è stato possibile recedere dal rapporto bancario che intratteneva: questo ha comportato l’addebito dei costi del conto che nel tempo hanno raggiunto cifre rilevanti. In buona sostanza vi è un’alternativa alla successione per chiudere il rapporto con la banca. In caso di variazioni contrattuali da parte della banca è possibile avvalersi della recessione di legge?

Se non non è stata presentata dichiarazione di successione non vi sono, al momento, eredi obbligati a pagare il debito e, pertanto, legittimati a richiedere la chiusura del conto corrente del defunto.

Certo è che, nel prossimo futuro la banca potrebbe chiudere unilateralmente il conto corrente e chiedere il rimborso – delle passività per gestione ed interessi riferite al conto corrente – ai legittimari dell’intestatario defunto, i quali, pur non presentando la dichiarazione (fiscale) di successione, non abbiano rinunciato all’eredità: per evitare questa indesiderabile conseguenza, conviene, ai chiamati all’eredità, ora o quando ve ne sarà occasione, presentare formale rinuncia presso la cancelleria del tribunale competente territorialmente.

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