Gennaro Andele

Ci sono nove milioni di cartelle esattoriali in arrivo sui contribuenti italiani: se il decreto Agosto prevedeva lo stop della riscossione coattiva fino al 15 ottobre 2020, da venerdì della prossima settimana sia l’agenzia delle Entrate che gli agenti locali e i Comuni potranno riprendere le attività usuali, inclusi i pignoramenti di stipendi o pensioni.

E le notifiche non saranno le sole a pesare sulle tasche dei contribuenti. Lo stop alla moratoria porta con sé ricadute anche sull’arretrato della riscossione.

Ci sono infatti circa 130 milioni di cartelle, avvisi di addebito e avvisi di accertamento esecutivo che compongono il magazzino residuo ancora da recuperare.

Secondo i numeri ufficiali, illustrati dal direttore della struttura, Ernesto Maria Ruffini, a ‘pagare’ di più saranno i cittadini, perché dei 18 milioni di soggetti iscritti a ruolo 15 milioni sono persone non titolari d’impresa, cittadini che hanno delle cartelle per multe o cose simili, e 2,5 milioni artigiani e partite Iva’. Gli altri 3 milioni sono società, fondazioni, enti o associazioni,

Più nel dettaglio, sono 859mila i singoli crediti oltre 100 mila euro (lo 0,4% dei 220 milioni di crediti totali) che corrispondono a 626 miliardi di euro dei 987 miliardi di euro complessivi da riscuotere (il 63% dei carichi residui). Sono, invece, 47,5 milioni i crediti con un importo residuo tra mille euro e 100mila euro che corrispondono a 305 miliardi di euro di carico residuo. Infine sono 171 milioni i singoli crediti sotto i mille euro che corrispondono al 5,6% del carico residuo (55 miliardi di euro).

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha fatto sapere che non tutto dovrà essere saldato subito anche perché riprenderà l’attività ordinaria: lo Stato deve centrare l’obiettivo di recupero di 6,4 miliardi, di cui 2,4 dalle sanatorie (rottamazioni e saldo e tralcio).

Per visualizzare l'intera discussione, completa di domanda e risposta, clicca qui.