Ludmilla Karadzic

L’azione esecutiva nei suoi confronti è cominciata tempo fa, quando il creditore sperava di pignorare lo stipendio: adesso, quando si accorgerà che non c’è trippa per gatti (magari anche dopo aver trasmesso la notifica di pignoramento verso terzi al datore di lavoro e ricevuto la dichiarazione secondo la quale questi non deve più nulla al debitore esecutato per cessato servizio) sospenderà le attività di recupero coattivo e attenderà che lei trovi una nuova occupazione o diventi erede di qualche zio d’America.

Al limite, il creditore, giusto per compensare le spese legali fin qui sostenute, potrebbe tentare il pignoramento del conto corrente del debitore (quasi) nullatenente. Un debitore sottoposto ad azione esecutiva dovrebbe tutelare i propri eventuali risparmi appoggiandoli in un conto corrente di un terzo soggetto di fiducia, oppure, tenendoli, ben nascosti, nel classico materasso.


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