Tullio Solinas

Quando, nonostante il versamento contributivo, l’importo mensile spettante come pensione di vecchiaia scende sotto una determinata soglia (per il 2020 515,07 euro – indicato come trattamento minimo) il pensionato ha diritto ad una integrazione (al minimo) se ha versato contributi prima del 1996. In pratica, in tale ipotesi, l’importo della pensione di vecchiaia viene integrato al minimo di 515,07 euro/mese.

In ogni caso, l’importo massimo dell’assegno sociale (pensione sociale) è pari a 459,83 euro, quindi non molto inferiore alla pensione di vecchiaia spettante a sua moglie. Peraltro l’importo lordo coincide con quello netto dal momento che un tale livello di reddito non risulta imponibile (No Tax Area).

Inoltre, per un soggetto coniugato, l’assegno sociale (o pensione sociale) varia in funzione dal reddito dell’altro coniuge fino ad azzerarsi quando il reddito complessivo della coppia di coniugi (al netto dell’assegno sociale) supera 11.955,58 euro. La pensione di vecchiaia di uno dei coniugi è, invece, indipendente sia da eventuali altri redditi propri che dai redditi del coniuge.

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