Contributi inps e simulazione pensione – Possibile che dopo più di vent’anni di contributi versati spetti un importo di pensione di vecchiaia minore dell’assegno sociale?


Mia moglie 64 anni, con più di 20 anni di contributi, come dipendente: simulando la futura pensione presso l’inps mi dice che andrà in pensione a dicembre 2023, con un importo lordo di 452 euro mensile. Mi chiedo che servono 20 anni di contributi per percepire una pensione più bassa di quella sociale. Vorrei un vostro parere in merito.

Quando, nonostante il versamento contributivo, l’importo mensile spettante come pensione di vecchiaia scende sotto una determinata soglia (per il 2020 515,07 euro – indicato come trattamento minimo) il pensionato ha diritto ad una integrazione (al minimo) se ha versato contributi prima del 1996. In pratica, in tale ipotesi, l’importo della pensione di vecchiaia viene integrato al minimo di 515,07 euro/mese.

In ogni caso, l’importo massimo dell’assegno sociale (pensione sociale) è pari a 459,83 euro, quindi non molto inferiore alla pensione di vecchiaia spettante a sua moglie. Peraltro l’importo lordo coincide con quello netto dal momento che un tale livello di reddito non risulta imponibile (No Tax Area).

Inoltre, per un soggetto coniugato, l’assegno sociale (o pensione sociale) varia in funzione dal reddito dell’altro coniuge fino ad azzerarsi quando il reddito complessivo della coppia di coniugi (al netto dell’assegno sociale) supera 11.955,58 euro. La pensione di vecchiaia di uno dei coniugi è, invece, indipendente sia da eventuali altri redditi propri che dai redditi del coniuge.

19 Maggio 2020 · Tullio Solinas



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