Chiara Nicolai

La situazione è molto articolata e complessa, per cui è impossibile fornire un consiglio comportamentale senza i necessari approfondimenti sulla questione: fatto sta che emerge un tentativo evidente di occultare redditi da locazione per cui l’emersione della scrittura privata comporterebbe per lei, inevitabilmente, accertamenti fiscali e recupero dell’imposta evasa. Questo, a nostro parere, è un elemento che la controparte conosce benissimo e sul quale ha basato la propria decisione di non corrispondere l’importo superiore a quanto previsto nel contratto registrato.

Lei ha commesso una ingenuità: il consiglio è, adesso, quello di affidarsi ad un professionista esperto per limitare il danno collaterale e tentare di sbrogliare la matassa. Il fai da te comporta, il più delle volte (come nella fattispecie), risparmi che sono solo apparenti e che poi si sostanziano in perdite economico patrimoniali ingenti.

Per quanto riguarda il resto, se e quando riuscisse ad ottenere il canone di locazione nel suo importo dissimulato di 600 euro, un suo creditore potrebbe appropriarsene sia con un pignoramento verso il terzo conduttore, sia con un pignoramento del conto corrente. Una opzione non escluderebbe, necessariamente, l’altra.

La richiesta di conoscere i tempi giudiziari la consideriamo una provocazione, anche se la domanda è stata formulata da un cittadino comune non addentro alle questioni legali: per cui non rispondiamo.

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