Affitto d’azienda in nero e contratto simulato

A settembre ho ceduto in affitto d’azienda la mia ditta individuale ad una Srls (dove io sono all’1% in quanto preposto e la mia socia ex dipendente al 99% e amministratore unico). L’attività nel 2018 aveva 30mila euro di ricavi. Siccome io sono sovraindebitata per la chiusura di una precedente attività (sia con enti che con fornitori e dipendenti) e che per l’amministratore della srls le imposte sarebbero state eccessive, in accordo tra le parti, è stato redatto l’atto notarile per la durata di 9 anni (pari alla durata del mio contratto di affitto del fondo commerciale) dove mi vengono corrisposti solo 100€ dei 600€ accordati (esistono anche messaggi WhatsApp degli accordi precontrattuali).

Nell’atto è presente anche la lista dei beni dati in comodato. Allo stesso tempo è stata scritta e firmata da entrambe le parti una scrittura privata non autenticata dove c’è scritto che verranno corrisposti 100€ nel contratto più 500€. Finora mi sono stati regolarmente corrisposti tutti i 600€ (risulta da messaggi watsapp) Il mese scorso invece mi è stato chiesto di rilasciare oltre che la ricevuta dei 100€ anche un “foglietto ricevuta” che ricevevo i 500€ come da scrittura privata. Da questo mese invece l’amministratore si rifiuta proprio di darmi i 500€. Ovviamente per 100€ io non avrei mai ceduto il negozio Quando è stato firmato l’atto a settembre 2019 però, le cose non andavano bene perché pur lavorando e fatturando circa 10 mila euro al mese non riuscivo più a pagare gli stipendi a tutte e 4 dipendenti quindi una di queste dipendenti ha approfittato del momento per offrirmi di “rilevare” l’attività alle condizioni sopra illustrate. Cosa mi consigliate di fare adesso?
Di 100€ non me ne faccio niente quindi piuttosto preferisco riappriopriarmi del negozio.
La messa in mora che valore ha?La scrittura privata che valore ha?

Mi conviene provare ad annullare il contratto da 100€ e mandarla via o mi conviene richiedere l’adeguamento a 600€ del contratto notarile?

Se riuscissi ad ottenere i 600€ essendo sovraindebitata in caso di ingiunzione verrebbero bloccati pignorando il conto o come pignoramento conto terzi?

Quali sono i tempi giudiziari?

La situazione è molto articolata e complessa, per cui è impossibile fornire un consiglio comportamentale senza i necessari approfondimenti sulla questione: fatto sta che emerge un tentativo evidente di occultare redditi da locazione per cui l’emersione della scrittura privata comporterebbe per lei, inevitabilmente, accertamenti fiscali e recupero dell’imposta evasa. Questo, a nostro parere, è un elemento che la controparte conosce benissimo e sul quale ha basato la propria decisione di non corrispondere l’importo superiore a quanto previsto nel contratto registrato.

Lei ha commesso una ingenuità: il consiglio è, adesso, quello di affidarsi ad un professionista esperto per limitare il danno collaterale e tentare di sbrogliare la matassa. Il fai da te comporta, il più delle volte (come nella fattispecie), risparmi che sono solo apparenti e che poi si sostanziano in perdite economico patrimoniali ingenti.

Per quanto riguarda il resto, se e quando riuscisse ad ottenere il canone di locazione nel suo importo dissimulato di 600 euro, un suo creditore potrebbe appropriarsene sia con un pignoramento verso il terzo conduttore, sia con un pignoramento del conto corrente. Una opzione non escluderebbe, necessariamente, l’altra.

La richiesta di conoscere i tempi giudiziari la consideriamo una provocazione, anche se la domanda è stata formulata da un cittadino comune non addentro alle questioni legali: per cui non rispondiamo.

7 Marzo 2020 · Chiara Nicolai

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