Simonetta Folliero

Secondo l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF – decisione 8912/2016) la cancellazione della società dal registro delle imprese estingue la società, ma non fa venire meno i crediti della società stessa, evocando una dinamica di tipo successorio: sussiste, in pratica, una mutazione di qualsiasi rapporto in essere, al momento della estinzione, dalla società ai soci, per cui i crediti di cui è titolare la società si trasferiscono, con la cancellazione dal registro imprese della società, in capo ai soci.

Ne consegue che, una volta che la sas sarà stata cancellata dal registro imprese (risulterà, cioè estinta), il socio accomandatario potrà aprire un conto corrente cointestato con gli altri eventuali soci accomandatari e accomandanti e pretendere dalla banca presso cui è stato aperto il conto corrente, previa allegazione che accerti la composizione della compagine sociale al momento dell’estinzione, l’accredito dell’assegno circolare su quel conto corrente.

Pertanto, dovrà concordare con la banca debitrice l’emissione dell’assegno circolare non trasferibile, intestato alla società, in data appena precedente (sarebbe preferibile, in quanto operazione anche formalmente corretta) o immediatamente successiva all’intervenuta estinzione: in modo da poter presentare all’incasso l’assegno circolare entro i 30 giorni previsti dalla normativa vigente.

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