Annapaola Ferri

Il testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti dalle pubbliche Amministrazioni (decreto del Presidente della Repubblica 180/1950 oggi esteso ai dipendenti privati) si occupa anche di cessioni dello stipendio in concorso con eventuali vincoli preesistenti alla richiesta di prestito.

In particolare l’articolo 68 dispone che, quando preesistono sequestri o pignoramenti, la cessione non può essere fatta se non limitatamente alla differenza tra il 40% dello stipendio valutato al netto delle ritenute fiscali e contributive, e la quota colpita da sequestri o pignoramenti.

Tuttavia, bisogna considerare che lei è soggetto ad una ritenuta diretta per crediti alimentari ex articolo 156 del codice civile. La giurisprudenza, purtroppo, non ha ancora assunto una posizione univoca rispetto a questa tipologia di prelievo alla fonte, ovvero se considerarla equivalente, nella sostanza, ad un pignoramento.

Tanto è vero che in relazione al pignoramento dello stipendio e in osservanza a quanto disposto dell’articolo 545 del codice di procedura civile che vieta pignoramenti concorrenti sulla busta paga del debitore per un importo superiore al 50%, alcuni tribunali includono nel calcolo anche la trattenuta ex articolo 156 del codice civile (equiparandola ad un pignoramento), altri, invece, non ne tengono conto con conseguenze spesso disastrose per il debitore.

Pertanto, possiamo dire che, nella fattispecie, la seconda finanziaria, equipara ad un pignoramento preesistente in corso la trattenuta alimentare ex articolo 156 del codice civile, adeguandosi, poi, a quanto normato dal citato articolo 68 del DPR 180/1950.

Non comprendiamo, invece, la ratio della risposta formulata dalla prima finanziaria.

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