Giovanni Napoletano

La fretta per chi deve fare degli acquisti è davvero una pessima consigliera, soprattutto se online e nel mondo turistico dove abbiamo tutti paura che qualcun altro ci soffi la camera che abbiamo adocchiato: quante volte avete mai pensato a cos’è che scatena nella vostra testa questa la sensazione di sbrigarsi, mentre prenotate una camera su booking.com.

E quante volte, per la fretta, fate la scelta sbagliata e poi scrivete disperati agli esperti di turismo per chiedere assistenza?

Sappiate che dal luglio 2020 le cose cambieranno: booking.com dovrà adeguare il linguaggio della propria comunicazione per renderla più trasparente e molte cose cambieranno!
A seguito di una vera e propria indagine la Commissione Europea e le autorità di tutela dei consumatori degli stati membri sollecitazioni come “approfitta ora”, “tra poco questo prezzo non sarà più disponibile”, “stanza scontatissima” sono state ritenute ingannevoli e “manipolatorie”.

Il sito, entro i prossimi mesi, dovrà chiarire ad esempio che l’ultima camera disponibile è riferita (in verità) alla sola piattaforma e non all’intera struttura, distinguere le proposte che arrivano da un privato da quelle dei professionisti del settore, indicare in modo chiaro il prezzo finale del soggiorno, spiegare come vengono classificati i risultati e quali pagamenti ne influenzano la posizione e molto altro…

Insomma, anche se al momento quello della Commissione Europea è solo un richiamo ufficiale senza sanzioni: da una parte forse le Athority sono ancora troppo morbide quando hanno a che fare con i giganti del web.

Nei mesi scorsi il faro è stato puntato anche contro un altro colosso della rete, Tripadvisor, per via dell’affidabilità delle recensioni.

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