Giovanni Napoletano

I rimborsi per le bollette a 28 giorni, che avrebbero dovuto essere immediati e automatici sulle bollette degli utenti, nei fatti tardano ad arrivare e le compagnie telefoniche stanno rendendo la procedura tortuosa e confusa a tutto danno dei consumatori.

Come noto la delibera dell’Autorità per le comunicazioni prevedeva una forma di ristoro automatica in bolletta attraverso la compensazione dei giorni ingiustamente erosi ai clienti per effetto delle fatturazioni a 28 giorni.

La sentenza del Consiglio di Stato ha confermato la validità di tale decisione rendendo immediatamente esecutivi gli indennizzi.

A oggi, tuttavia, dei rimborsi automatici in bolletta non vi è ancora alcuna traccia.

Le compagnie telefoniche stanno infatti procedendo in ordine sparso.

Qualcuno pubblica moduli nelle aree riservate dei propri siti web attraverso i quali i clienti possono chiedere gli indennizzi, nonostante questi debbano essere automatici e senza necessità di richiesta da parte del consumatore.

Altri avanzano proposte di rimborso alternative sotto forma di sconti, minuti di conversazione o traffico internet gratuiti.

Una situazione che non solo genera confusione, ma rischia di privare gli utenti di un diritto loro riconosciuto: non tutti conoscono, infatti, le modalità per accedere ai rimborsi.

In questo clima, il Codacons ha deciso di presentare un nuovo esposto ad Agcom e Antitrust, chiedendo di aprire una indagine sul comportamento delle compagnie telefoniche e verificare il rispetto delle decisioni dell’Autorità e del Consiglio di Stato sulle bollette a 28 giorni.

L’associazione dei consumatori ha chiesto di elevare una nuova sanzione in caso di pratiche scorrette a danno dei consumatori.

Inoltre, è stato messo a disposizione dei cittadini un modulo, da inviare alle compagnie, per delegare il Codacons a chiedere il rimborso delle somme illegittimamente percepite nel periodo 23 giugno 2017 – 5 aprile 2018, con accredito del relativo credito in fattura.

Contestualmente, inviando il modulo si chiederà l’iscrizione al Codacons per il 2020 (sarà la compagnia telefonica a versare, per la quota d’iscrizione all’Associazione, la quota necessaria a titolo di rimborso).

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