Giorgio Martini

Le avevamo già sinteticamente risposto qui: ma, evidentemente, non è rimasto troppo soddisfatto della nostra replica. Ce ne dispiace.

Il web, entrando nel merito della questione e come potrà facilmente verificare, trabocca di inserzioni pubblicitarie relative a pool di avvocati che si propongono di recuperare crediti all’estero, anche in Russia.

Qual è il problema? Il creditore deve anticipare i costi per il tentativo di escussione: un congruo anticipo sul corrispettivo per il professionista a cui viene affidato l’incarico, spese di trasferta in loco, costi per una indispensabile indagine reddituale e patrimoniale del debitore imboscato all’estero. Con il rischio di sentirsi riferire, dopo aver sborsato tanti quattrini, che il credito è, al momento inesigibile.

Quindi tutto dipende dall’entità del debito, considerata non come somma complessiva, ma come importo dovuto a ciascun creditore.

Quanto fin qui esposto, varrebbe anche se avesse avuto questioni in sospeso con il fisco, dal momento che la Russia non ancora fa parte dell’Unione Europea e l’Agenzia delle Entrate – Riscossione non potrebbe comunque contare sugli accordi di mutua collaborazione con le istituzioni omologhe sanciti in recenti accordi in ambito comunitario.

Insomma, sicuramente i russi non la sbatteranno nei lager siberiani per non aver rimesso i suoi debiti in Italia e non credo che i creditori italiani si daranno pena per la sua fuga e verranno a cercarla nelle steppe caucasiche, come già riferitole nel topic linkato.

Semplicemente, metteranno a perdita le posizioni irrecuperabili da lei lasciate in sospeso, recuperando qualche spicciolo in termini fiscali e poi tenteranno di cedere il suo credito residuo per pochi euro a qualche sprovveduta società di recupero che non si avvale della necessaria due diligence nella valutazione degli insoluti da acquistare.

Per visualizzare l'intera discussione, completa di domanda e risposta, clicca qui.

Domande

Forum

Sezioni

Home

Argomenti

Altre Info

Cerca