Ludmilla Karadzic

In assenza di un’azione esecutiva, promossa da Agenzia delle Entrate Riscossione e basata sul titolo costituito dalle cartelle esattoriali, e, quindi, nell’impossibilità di adire il giudice dell’esecuzione del Tribunale territorialmente competente, va presentato ricorso al giudice tributario (nella fattispecie, essendo le cartelle esattoriali originate da crediti per tributi locali e imposte sul reddito) finalizzato ad ottenere la declaratoria di prescrizione delle cartelle che si ritengono prescritte e risultano ancora, ad esempio, dalla consultazione di un estratto di ruolo.

Tuttavia, il ricorso è ammissibile solo quando la cartella non sia stata validamente notificata e della quale il contribuente sia venuto a conoscenza attraverso l’estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta dal concessionario: la impugnabilità dell’atto precedente non notificato unitamente all’atto successivo notificato (pignoramento, disposizione di fermo amministrativo, iscrizione ipotecaria) non può costituire l’unica possibilità di far valere l’invalidità della notifica di un atto del quale il contribuente sia comunque legittimamente venuto a conoscenza e pertanto non esclude la possibilità di far valere tale invalidità anche prima, nel doveroso rispetto del diritto del contribuente a non vedere senza motivo compresso, ritardato, reso più difficile ovvero più gravoso il proprio accesso alla tutela giurisdizionale. (Cassazione, riuniti in sessione plenaria, nella sentenza 19704/2015).

Ma, mi sembra, se ne fosse già discusso qui.

Peraltro, a pena di improcedibilità, se il valore della controversia non supera i cinquantamila euro, deve essere esperito obbligatoriamente un tentativo di mediazione che equivale, nella pratica, alla presentazione di in un ricorso amministrativo in autotutela.

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