Redditi non dichiarati e conto corrente in stretta contiguità

Spetta all’Amministrazione finanziaria che contesti i dati esposti nella dichiarazione in verifica, fornire la prova dei maggiori redditi occulti: tale prova può essere raggiunta anche mediante l’accertamento di circostanze indiziarie idonee a costituire una valida presunzione.

Ad esempio, idonee a costituire una valida presunzione è la stretta contiguità (familiare, collaborativa, associativa, ecc.) tra un soggetto terzo e il contribuente,unita al riscontro di movimenti bancari (accrediti, addebiti, ecc.) sul conto intestato al terzo, macroscopicamente incompatibili in quanto eccedenti le capacita’ reddituali e da quest’ultimo non giustificati in relazione ad altre fonti di reddito ovvero a specifici atti o fatti causalmente idonei a produrre ricchezza.

In altre parole, è necessario che si possa desumere la riferibilità di quei movimenti bancari alle operazioni ed attività del contribuente; infatti, detti rapporti di contiguità rappresentano elementi indiziari che assumono consistenza di prova presuntiva legale, ove il soggetto formalmente titolare del conto non sia in grado di fornire indicazioni sulle somme prelevate o versate e non disponga di proventi diversi o ulteriori rispetto a quelli derivanti dalla gestione dell’attività imprenditoriale.

In tal senso si è espressa la Corte di cassazione con la sentenza 20849/2016.

10 Novembre 2016 · Giorgio Valli

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Stai leggendo Redditi non dichiarati e conto corrente in stretta contiguità Autore Giorgio Valli Articolo pubblicato il giorno 10 Novembre 2016 Ultima modifica effettuata il giorno 2 Agosto 2017 Classificato nella categoria avviso di accertamento fiscale - avviso di accertamento bonario (comunicazione di irregolarità) e comunicazioni per la tax compliance Inserito nella sezione assegni cambiali e conti correnti

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