Pignoramento presso la residenza del debitore – precauzioni

Per l’Ufficiale Giudiziario, tutto quanto presente nell’appartamento in cui risiede il debitore è pignorabile, a meno che l’effettivo proprietario non riesca a produrre fattura nominativa dell’acquisto del singolo bene.

Per risolvere il problema esistono diverse soluzioni.

Una soluzione potrebbe consistere nella sottoscrizione di un contratto di locazione dell’appartamento ammobiliato (con allegato inventario di arredi ed elettrodomestici concessi in comodato d’uso). Il contratto va, naturalmente, registrato.

In alternativa, prima che il debitore vi fissi la residenza, l’ospite può anche incaricare un tecnico (eventualmente un CTU del tribunale) per una perizia asseverata dalla quale si evinca lo stato dei luoghi alla data, producendo altresì un elenco dettagliato di quanto contenuto nell’appartamento.

Infine, si può effettuare la registrazione, presso l’Agenzia delle Entrate, di un contratto di comodato d’uso per i beni in esso dettagliati, fra ospite (proprietario dell’appartamento o conduttore) e debitore. Implicitamente l’atto evidenzia, a data certa, che i beni elencati non sono di proprietà del debitore.

L’unica cosa che il debitore non deve fare è quella di acquisire, senza alcun accorgimento formale, la residenza presso altri soggetti.

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30 Maggio 2012 · Simone di Saintjust

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Approfondimenti

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Stai leggendo Pignoramento presso la residenza del debitore – precauzioni Autore Simone di Saintjust Articolo pubblicato il giorno 30 Maggio 2012 Ultima modifica effettuata il giorno 27 Settembre 2017 Classificato nella categoria pignoramento presso residenza debitore - presunzione legale proprietà Inserito nella sezione pignoramento

Commenti e domande

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  • vincenzo12 2 Dicembre 2015 at 22:39

    Io sono stato dichiarato fallito nel 2013; ora vado a convivere: come posso tutelare la mia convivente da un eventuale pignoramento?

    • Ludmilla Karadzic 3 Dicembre 2015 at 04:59

      Stipulando e registrando con la sua convivente un contratto di comodato per gli ambienti ammobiliati che andrà ad occupare.

  • breezer 30 Luglio 2012 at 13:23

    Mia madre ha ceduto un ristorante bellissimo con molta sfortuna: era mancato mio padre, abbiamo venduto con cambiali che i signori nuovi proprietari stanno pagando tra mille difficoltà. Ora abbiamo molti problemi. Uno di questi è una ex lavoratrice (non subentro nelle questioni umane, so solo perché c’ero che è stata trattata come una figlia e alla fine ha fatto di tutto per fregarci) che chiede soldi (che mia madre le pagava in nero per una parte). Per farla breve la mia domanda è : mia madre e mia sorella (una ragazza down con pensione di invalidità) vivono da me, sono entrambe nullatenenti. In caso di pignoramenti o nel caso in cui perdesse la causa con la ex lavoratrice a cosa andiamo incontro? come posso evitare pignoramenti di oggetti miei presso casa mia? grazie

    • Genny Manfredi 30 Luglio 2012 at 13:44

      La pensione di sua madre non può essere pignorata al di sotto della soglia definita “minimo vitale”, che si aggira intorno ai 470/480 euro al mese. Per evitare problemi derivanti da un eventuale pignoramento presso la residenza del debitore, deve stipulare con sua madre un contratto di comodato per l’utilizzo di ambienti, servizi, arredi e comodità.

      Il contratto, per essere opponibile all’ufficiale giudiziario, deve essere registrato. Occorre recarsi all’Agenzia delle Entrate territorialmente competente.

    • breezer 31 Luglio 2012 at 12:15

      Grazie per la pronta risposta. In realtà mia madre non ha pensione, si tratta di mia sorella che ha una pensione di invalidità, può essere toccata?

    • Genny Manfredi 31 Luglio 2012 at 12:44

      Sua sorella non è coinvolta nel rapporto di lavoro fra la madre e l’ex lavoratrice.