In mezzo ad una strada per i debiti di mio padre

Il postino chiama al citofono - così sappiamo che la nostra la casa sta per essere pignorata

Trovandomi nel bel mezzo di una procedura di pignoramento immobiliare complicata da tortuose vicende familiari frammiste a quelle aziendali del comproprietario, avviata tramite citofonata e successivo deposito di lettera nella mia cassetta postale, devo esporre il mio caso per chiedere lumi agli esperti del forum.

In sostanza, la casa con pertinenza box auto in cui risiedo con mio fratello e mia madre, comproprietaria al 50 per cento con mio padre, divorziato e non più residente qui da 22 anni, è finita sotto pignoramento a causa dei debiti o presunti tali contratti dall’aziena posseduta da mio padre e messa in liquidazione volontaria il 30 novembre 2012. La procedura del tribunale relativa all’immobile di mia innegabile usucapione è stata avviata nel 2013. Ignoro se mia madre abbia trascritto ai tempi l’assegnazione dell’immobile come da sentenza di separazione e quindi di divorzio.

La cosa strana dell’intera vicenda è che i creditori o il creditore – temo proprio si tratti di una delle banche presso cui mio padre aveva acceso mutui per la summenzionata attività – si stiano rivalendo sulla casa in comune di esclusivo usufrutto da parte dell’ex nucleo familiare dell’indebitato (noi di debiti non ne abbiamo nemmeno l’ombra) senza passare prima dal fabbricato dell’azienda, due piani di uffici e magazzino soppalcato del valore presunto di almeno 2-3 milioni di euro per un’azienda che nel 2008 aveva fatturato 4 milioni circa.

Tornando a bomba, nelle condizioni di cui sopra – usucapione dell’immobile, mancato reclamo della titolarità del comproprietario indebitato non residente da più di vent’anni, assegnazione dell’immobile da sentenza di Tribunale a seguito di separazione e poi di divorzio – i creditori del comproprietario mio padre hanno diritto al pignoramento? E se sì, possono sbatterci materialmente fuori di casa, anche potendosi rivalere della sola metà della nostra casa? Quali argomentazioni possiamo opporre alla pretese del Ctu di visionare i vani per fare una stima valoriale e quindi disporre l’incanto del bene?

Gli elementi per opporsi all'esecuzione ci sono - Ma bisogna affidarsi ad un avvocato

L’assegnazione della casa a sua madre in seguito a sentenza giudiziale di divorzio, la comproprietà del bene pignorato con un soggetto (sua madre) non debitore, la mancata escussione dei beni aziendali nella disponibilità esclusiva del debitore (suo padre) sono elementi che, se suffragati da fatti e documenti, invaliderebbero il pignoramento.

Il CTU è solo un professionista incaricato dal giudice della valutazione del bene pignorato ed eventuali vostre lamentele e doglianze non vanno esposte a lui e non lo riguardano.

A dire il vero, la cosa più strana in questa vicenda, è che lei abbia scritto ad indebitati.it ed ancora non si sia rivolto ad un avvocato per un ricorso al giudice dell’esecuzione prima che sia troppo tardi.

11 febbraio 2015 · Roberto Petrella


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Stai leggendo In mezzo ad una strada per i debiti di mio padre Autore Roberto Petrella Articolo pubblicato il giorno 11 febbraio 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 3 gennaio 2018 Classificato nella categoria pignoramento ed espropriazione della casa - procedura ordinaria Inserito nella sezione pignoramento.

Commenti e domande

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  • MoMo 28 aprile 2015 at 14:07

    Buongiorno,
    vorrei descrivere in breve la gravità della situazione in cui si trova mia madre. Abbiamo un contenzioso giudiziario con L’ATC.Tramite una sentenza per un problema di residenza (ingiusta tra l’altro) hanno costretto mia madre a lasciare l’alloggio popolare in cui viveva e a pagare una sanzione pari ad Eur 52.000,00 (che tra l’altro non è neanche il valore dell’immobile!).Mia madre è stata sempre regolare pagatrice del canone dell’affitto;adesso vive in un alloggio privato dove paga regolarmente l’affitto.Premetto che non ha nulla.Non è intestataria di nulla,se non di una pensione statale già decurtata di una cessione del quinto per un prestito contratto qualche anno fa.Abbiamo ricevuto un precetto esecutivo.Cosa può succedere ora? E’ possibile che avvenga un pignoramento ulteriore sulla pensione e di quanto?Ringrazio fin da ora per la risposta.

    • Annapaola Ferri 28 aprile 2015 at 14:24

      Il pignoramento esattoriale su una pensione incide al 10% della quota pignorabile. La quota pignorabile è data dall’importo percepito mensilmente diminuito di 500 euro circa.

      La somma di cessioni del quinto e di pignoramenti in corso non può superare la metà della pensione netta.

  • Natalina Negri 18 febbraio 2015 at 20:33

    Buonasera mi e’ arrivata una cartella di Equitalia per debiti di cui ero a conoscenza prima di aver chiuso la ditta artigianale mi preavvisano un pignoramento per il quale avevo già chiesto in sede all’ufficiale giudiziario il quale mi aveva tranquillizzato dicendomi che se non avevo niente non potevano prendermi nulla.Sono ancora nullatenente ma ho paura che possano rifarsi su mio figlio che ora ha la sua famiglia e non è nel mio stato di famiglia o con il mio ex marito con il quale sono ancora sposata ma vive in altro posto. Devo preoccuparmi?

    • Ludmilla Karadzic 18 febbraio 2015 at 21:43

      Stia pure tranquilla, signora. Sia suo figlio che il coniuge separato non rischiano nulla.

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