Come evitare che il fisco, a causa dei debiti di mio fratello, espropri la casa che abbiamo ereditato da mio padre?

Come posso evitare che l’Agenzia delle Entrate Riscossione, a causa dei debiti di mio fratello, (undicimila euro) espropri la casa ereditata da mio padre appena deceduto?

Premetto che mio fratello attualmente vive all’estero, non ha un lavoro fisso ed è nullatenente.
la casa è cointestata a mia madre, quindi solo il 50% andrebbe ripartito con gli eredi (mia madre,io ed altri 2 fratelli)

Essendo morto da pochi giorni non si è ancora proceduto alla successione, che cosa ci consiglia di fare per prevenire il tutto?

Il consiglio è di procedere alla successione senza inventarsi pasticci (e sostenere inutili costi di notaio), seguendo le norme vigenti di ripartizione fra i legittimari chiamati all’eredità: a sua madre toccherà 1/3 del 50% dell’immobile, mentre 2/3 (sempre della metà dell’immobile) andranno suddivisi fra i tre figli.

In definitiva, dopo la successione, sua madre sarà proprietaria di 2/3 della casa, a ciascuno dei tre figli andrà una quota pari a 1/9 dell’intera abitazione.

Ora, innanzitutto, va ricordato che Agenzia delle Entrate Riscossione (ADER) ha la possibilità di pignoramento ed espropriazione sugli altri immobili di proprietà del debitore, diversi dalla prima e unica casa in cui egli risiede anagraficamente, solo per debiti superiori a 120 mila euro, dopo 6 mesi dall’iscrizione di ipoteca.

Mentre la normativa vigente dispone il divieto di pignoramento della prima e unica casa di abitazione in cui il debitore risiede anagraficamente. L’ipoteca esattoriale sul bene immobile del debitore può essere iscritta quando il debito raggiunga o superi i 20 mila euro.

Quindi il problema non è così immediato: una prima soluzione, se percorribile, sarebbe quella di far prendere al fratello debitore la residenza, in Italia, nella casa ereditata.

Altrimenti (o anche), si potrebbe approfittare della definizione agevolata a saldo stralcio dei debiti esattoriali acquisiti dal fratello debitore, recentemente approvata.

Basterà versare:

– il 16% dell’importo complessivamente dovuto in cartella, qualora l’ISEE del nucleo familiare del fratello debitore risultasse non superiore a euro 8.500;
– il 20% dell’importo complessivamente dovuto in cartella, qualora l’ISEE del nucleo familiare del fratello debitore risultasse superiore a euro 8.500 e non superiore a euro 12.500;
– il 35% per cento dell’importo complessivamente dovuto in cartella, qualora l’ISEE del nucleo familiare del fratello debitore risultasse superiore a euro 12.500.

Gli altri due fratelli e la madre potrebbero acquistare la quota del debitore fornendogli i fondi per pagare le cartelle esattoriali scadute. Inutile pensare che una volta alienata la quota di proprietà il fratello debitore possa poi, in quanto nullatenente, non pagare il debito, perchè in tale evenienza ADER ha la possibilità di chiedere al giudice, ed ottenere, la revocatoria dell’atto di compravendita e potrebbe così iscrivere comunque ipoteca esattoriale sul bene venduto dal debitore (una volta che il debito raggiungesse o superasse i 20 mila euro).

Lasciate stare anche l’ipotesi di indurre il fratello debitore a rinunciare all’eredità: ADER potrebbe impugnare la rinuncia ex articolo 524 del codice civile e chiedere al giudice di farsi autorizzare ad accettare l’eredità in nome e luogo del rinunciante.

29 Dicembre 2018 · Annapaola Ferri

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