Ci si chiede se sia valida la notifica della cartella esattoriale effettuata a mezzo posta direttamente dall'Agente della Riscossione

La questione è stata molto controversa e le sentenze sul punto discordanti, almeno fino al 19 settembre 2012, data in cui è stata pubblicata la pronuncia numero 15746 a cura della sezione tributaria della Corte di cassazione.

Il problema nasce in quanto l'articolo 26, primo periodo, del DPR numero 602/73 prevede che: "La cartella è notificata dagli ufficiali della riscossione o da altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero, previa eventuale convenzione tra comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale".

Il secondo periodo dello stesso articolo 26 aggiunge che: "la notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento".

Sulla base di questo secondo periodo, l'Agente della Riscossione ritiene di poter effettuare direttamente la notifica per posta, senza ricorrere agli intermediari di cui al primo periodo.

D'altra parte, invece, si ritiene che il secondo periodo sopra citato, seppure rende legittima la notifica a mezzo posta, non esclude per questo la necessità di avvalersi degli intermediari di cui al periodo precedente.

Il primo periodo dell'articolo 26, infatti, elenca in maniera tassativa i soggetti legittimati alla notifica della cartella, ossia:

  • gli ufficiali della riscossione
  • i messi comunali
  • gli agenti della polizia municipale
  • altri soggetti espressamente autorizzati dal Concessionario

Solo questi soggetti possono notificare a mano o a mezzo posta gli atti del Concessionario ma mai quest’ultimo "direttamente".

Conseguentemente la notifica fatta con queste modalità deve ritenersi inesistente.

In tal senso, segnaliamo le seguenti pronunce:

  • Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, ordinanza numero 97 del 10 luglio 2012,
  • Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso, sentenza numero 113 del 12 giugno 2012
  • Commissione tributaria provinciale di Vicenza, sentenza numero 37/V11/2012 del 23 aprile 2012;
  • Commissione Tributaria Provinciale di Bari, sentenza numero 51/02/12;
  • Commissione Tributaria Provinciale di Lecce, sentenza del 25/10/2011 sentenza numero 533/05/10 del 29/12/2010; sentenza numero 909/05/09 del 23/10/2009;
  • Commissione Tributaria Regionale dell'Abruzzo, sentenza numero 3/10/10 del 9/07/2009. I Giudici hanno in questo caso precisato pure che la proposizione del ricorso non sana, ex articolo 156 codice di procedura civile, il vizio di notifica. Ciò, in quanto la cartella di pagamento non è atto processuale ma mero atto amministrativo, di carattere sostanziale, che, in quanto tale, si sottrae al regime della sanatoria di cui alla regola citata;
  • Commissione Tributaria Regionale Lombardia, sentenza numero 141/05/09; sentenza numero 61/22/10 del 15/04/2010 ("la relata di notifica è prevista come momento fondamentale nell'ambito del procedimento di notifica sia dai codici di rito che dalla normativa speciale e non è integralmente surrogabile dall'attività dell'ufficio postale");
  • Commissione Tributaria Provinciale di Milano, sentenza numero 264/09/10;
  • Commissione Tributaria Provinciale di Genova, sentenza numero 125 del 12/06/2008;
  • Commissione Tributaria Provinciale di Bari, sentenza numero 51(02/2012 del 25/01/2012; sentenza numero 110 del 14/07/2010; sentenza numero 137 del 27/10/2010 ("qualora la notifica viene effettuata a mezzo del servizio postale, la stessa deve essere eseguita dai soggetti abilitati e giammai direttamente dal concessionario della riscossione così come è avvenuto nel caso di specie");
  • Commissione Tributaria Provinciale di Taranto, sentenza numero 770 del 27/08/2010 ("Gli atti del concessionario direttamente notificati dallo stesso, tramite i propri dipendenti, a mani o mezzo posta, e non attraverso l'ufficiale giudiziario, in violazione dell'articolo 26 dpr 602/73, della legge 890 del 1982 e dell'articolo 149 del codice di procedura civile, sono giuridicamente inesistenti");
  • Commissione Tributaria Provinciale di Foggia, sentenza numero 348/7/10, depositata il 29/09/2010 ("L'articolo 26 citato e l'articolo 60 DPR numero 600/73 indicano le tassative prescrizioni cui attenersi per attribuire certezza al procedimento notitificatorio, individuando esattamente i soggetti abilitati alla notifica a mezzo posta. La possibilità di procedere direttamente alla notifica è riservata soltanto agli uffici finanziari, secondo quanto previsto dall'articolo 14 legge 890/92 e quindi con esclusione degli Agenti della riscossione. <...> Pertanto la notifica può avvenire anche mediante invio di lettera raccomandata, ma sempre per il tramite di uno dei soggetti previsti dalla legge. La notifica avvenuta in contrasto con quanto disposto dalle norme sopra richiamate deve intendersi pertanto giuridicamente inesistente");
  • Commissione Tributaria Provinciale di Parma, sentenza numero 53/07/11.

Proprio a proposito della sentenza pronunciata dalla Commissione Tributaria di Bari appena citata, appare senz'altro utile riportare i contenuti di un recentissimo articolo dell'avvocato Matteo Sances.

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Stai leggendo Ci si chiede se sia valida la notifica della cartella esattoriale effettuata a mezzo posta direttamente dall'Agente della Riscossione Autore Giorgio Valli Articolo pubblicato il giorno 12 aprile 2012 Ultima modifica effettuata il giorno 2 agosto 2017 Classificato nella categoria notifica atti tributari e contributivi Inserito nella sezione cartelle esattoriali - cartelle di pagamento del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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  • Annapaola Ferri 1 ottobre 2012 at 13:11

    E’ valida la notifica via posta? Forse che sì, forse che no …

    Con la sentenza numero 15746 del 19 settembre 2012 la Corte di Cassazione si è espressa in merito alle modalità di notifica della cartella esattoriale. Contraddicendo un principio che sta prendendo piede tra i giudici delle Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali, la Cassazione ritiene che la notifica delle cartelle esattoriali possa avvenire anche con semplice raccomandata a.r. inviata direttamente dal concessionario della riscossione (e non quindi dagli ufficiali giudiziari e altri soggetti abilitati dalla legge).

    L’importante è che il plico sia stato consegnato al domicilio del destinatario, senza bisogno di ulteriori adempimenti.

    Secondo la Suprema Corte, inoltre, se nell’avviso di ricevimento non sono state indicate le generalità del soggetto che riceve la raccomandata o nel caso in cui la firma di questi sia illeggibile, la notifica è comunque valida, in quanto detti elementi sono sostituiti dall’accertamento dell’ufficiale postale(ex articolo 2700 codice civile) che è pubblico ufficiale.

  • Annapaola Ferri 28 settembre 2012 at 19:11

    La relata di notifica ha il solo scopo di fornire al richiedente la prova dell’avvenuta spedizione e l’indicazione dell’ufficio postale al quale è stato consegnato. Conseguentemente, se l’atto è ricevuto il destinatario non si può avvalere della sua mancanza che “non comporta l’inesistenza della notifica, ma una mera irregolarità […], trattandosi di un adempimento che non è previsto nel suo interesse”. In ogni caso, deve ritenersi applicabile la disciplina della sanatoria dei vizi per raggiungimento dello scopo se ciò avvenga prima della scadenza dei termini di decadenza previsti per legge (C.Cass. sent. n. 11350 del 5 luglio 2012).

  • Simonetta Folliero 25 luglio 2012 at 10:25

    Con la sentenza n.4486 del 26 giugno 2012 il Giudice di Pace di Genova – dott.ssa Elisabetta di Palo – ha stabilito che la notifica per posta delle cartelle esattoriali determina l’inesistenza della notificazione stessa, pregiudicando qualsiasi effetto giuridico dell’atto notificato.

    Nel caso in esame è stato sollevato da parte attrice un vizio di notifica delle cartelle esattoriali eseguite a mezzo servizio postale direttamente da Equitalia e non tramite agente all’uopo abilitato.

    Equitalia invece sul punto ha rivendicato la legittimità della comunicazione effettuata direttamente dall’Agente della riscossione a mezzo del servizio postale senza che ciò comportasse la violazione dell’art. 26 del Dpr n.602/73.

    L’art 26 comma 1 del D.P.R. 29 settembre 1973 n.602 stabilisce infatti che la notifica della cartella di pagamento deve essere tassativamente effettuata soltanto dai seguenti soggetti: ufficiali della riscossione; soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge, messi comunali – previa convenzione tra comune e concessionario -, agenti di polizia municipale.

    Sennonché lo stesso articolo 26 comma 1, secondo periodo, prevede che “la notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento”, e proprio basandosi su tale punto Equitalia ha affermato la legittimità della propria notifica.

    Tale ultimo capoverso ha creato dei dubbi interpretativi in quanto è controverso se tale ausilio potesse essere utilizzato direttamente dal concessionario o se dovesse necessariamente servirsi dell’intermediazione di un ufficiale della riscossione.
    Già i Giudici Tributari avevano ipotizzato l’inesistenza della notifica della cartella a mezzo servizio postale eseguita direttamente dall’Agente della riscossione.

    Con la sentenza n.909 del 16 novembre 2009 la Commissione Tributaria Provinciale di Lecce ha ritenuto che l’art. 26 del D.P.R. n.602/73 aveva legittimato il concessionario alla notifica diretta sino a quando il suo contenuto non è stato modificato dall’art. 12 del D. Lgs n.46/99 : con tale norma il testo dell’art. 26 è stato emendato proprio della locuzione che autorizzava espressamente il concessionario a notificare i ruoli mediante il servizio postale, senza intermediazione di un ufficiale.

    Nello specifico l’eliminazione dell’inciso “da parte dell’esattore” dimostra l’intento del legislatore di escludere il concessionario dalla cerchia dei soggetti abilitati alla notifica della cartella esattoriale tramite raccomandata con avviso di ricezione.

    La citata sentenza precisa inoltre che “la notifica della cartella mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento va sempre riferita agli ufficiali della riscossione o altri soggetti abilitati i quali possono avvalersi del servizio postale mentre sono illegittime le notifiche eseguite direttamente dall’Agente della riscossione”.

    Anche la Commissione Tributaria Provinciale di Vicenza con le recenti sentenze n. 33/07/12 e n.37/07/12 ha rilevato come la cancellazione dell’inciso “da parte dell’esattore”, nel testo dell’art. 26 del D.P.R. n. 602/73, dimostri come il legislatore abbia voluto escludere il concessionario dal novero dei soggetti abilitati alla notifica della cartella esattoriale tramite raccomandata con avviso di ricezione.

    Si segnala invece che la giurisprudenza della Cassazione sul punto è equivoca in quanto nella sentenza n. 11708/11 pur ritenendo legittima la notifica della cartella con raccomandata con avviso di ricezione, in realtà non ha affrontato direttamente il problema fondamentale della legittimazione o meno del concessionario alla notifica eseguita direttamente a mezzo del servizio postale anche dopo l’intervenuta modifica dell’art 26 del D.P.R. n.602/73.

    In conclusione dall’analisi della giurisprudenza di merito si evince un’evoluzione in senso favorevole al contribuente, orientamento non ancora condiviso dalla Corte di Cassazione che si è sottratta sino ad ora ad una chiara presa di posizione sul punto.

    D’altra parte qualora la Cassazione dovesse accogliere tale interpretazione, potrebbe derivarne un grosso danno per L’Erario, in quanto l’inesistenza della notifica comporterebbe l’annullamento immediato dell’atto impositivo, con conseguente e più che legittima perdita della potestà impositiva nel caso concreto con quell’atto esercitata.

    • Ludmilla Karadzic 19 settembre 2012 at 10:45

      Anche la Commissione provinciale tributaria di Campobasso ha ritenuto che Equitalia non possa inviare cartelle esattoriali per posta. La CTP, con la sentenza n. 113 del 12 giugno scorso, ha circoscritto l’ambito dei poteri di notifica da parte dell’agente per la riscossione, stabilendo che la notifica diretta via posta effettuata da Equitalia senza l’ausilio dell’ufficiale giudiziario o dei messi comunali non è nulla, ma addirittura inesistente e, quindi, non sanabile.

      Infatti, nella sentenza si legge Per i provvedimenti conseguenti a procedimento amministrativo tributario, escluso l’unico caso previsto dalla legge di notifica diretta col mezzo della posta da parte dell’Ufficio impositore, – ha affermato il giudice tributario- per gli atti di competenza dell’agente della riscossione, la previsione di notifica a mezzo raccomandata A/R di cui all’art. 26 DPR 602/73 va intesa unicamente come modalità esecutiva della notificazione, sempre affidata all’organo preposto dalla legge alla notificazione,in sintonia con il disposto dell’art. 60 DPR 600/73 che espressamente richiama gli artt. 137 e seguenti del codice di procedure civile che disciplinano la notificazione come atto proprio ed esclusivo dell’ufficiale giudiziario, anche quando si avvale del servizio postale.

  • Giuseppe Pennuto 30 maggio 2012 at 11:55

    Secondo un recente orientamento assunto dalla giurisprudenza tributaria del merito la cartella di pagamento non può essere notificata direttamente per posta dall’agente delle riscossione ma solo ed esclusivamente per mezzo dei soggetti a ciò preposti dalla norma (art. 26, c. 1, dPR 602/1973). Tali soggetti sono, nello specifico: gli ufficiali di riscossione, messi di notificazione abilitati, messi comunali. Effettivamente la versione risalente della norma prevedeva che “la notificazione può essere eseguita anche mediante invio, da parte dell’esattore, di lettera raccomandata con avviso di ricevimento” mentre l’inciso “da parte dell’esattore”, nella vigente versione, è stato rimosso dal legislatore fiscale. In base a tale presupposto i giudici sono pervenuti a rilevare un vizio di notifica della cartella che comporta l’inesistenza della notifica stessa accogliendo il ricorso del contribuente!

    Peraltro nel ricorso erano state eccepiti un duplice ordine di motivi a sostegno della tesi difensiva: da un lato l’irritualità della notifica a mezzo di soggetti non abilitati, in quanto l’agente della riscossione si era avvalso del servizio postale e non dei soggetti a ciò abilitati, e dall’altro la mancata compilazione della relazione di notifica. La pronuncia dei giudici tributari sarà sicuramente appellata da parte dell’agente della riscossione, in quanto la Cassazione con sentenza del 2011 ha ammesso esplicitamente che “il D.P.R. n. 602 del 1973, art. 26 a proposito della notifica della cartella esattoriale, prevede che essa possa realizzarsi con varie modalità, e così tra l’altro anche senza ricorrere alla collaborazione di terzi (messi comunali, agenti della polizia municipale…), ma direttamente ad opera del Concessionario “mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento””.

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