Whatsapp per recupero crediti

Il messaggio odierno può, sicuramente, essere equiparato ad una comunicazione interruttiva dei termini di prescrizione della debenza


DOMANDA

Salve, vorrei porvi una domanda: questa mattina mi arriva un messaggio su whatsapp dove mi si invita a contattare l’avvocato Tal dei Tali. Rispondo chiedendo di cosa si tratta e mi dice che è una comunicazione di un mio vecchio credito di 2,100 euro dove la finanziaria originaria ha ceduto alla società Pinco Pallino il mio credito per il recupero, gli ho detto che attualmente non riesco a rientrare di questo credito visto che non sto lavorando, mi risponde che posso pagare anche con 50€ mensili o saldo a stralcio.

Poi controllando nome e cognome di questa persona nell’albo degli Avvocati nessuno risulta con questo nome essere un Avvocato e spulciando sui vari siti appare che questa persona e’ un dirigente della società Pinco Pallino.
In sostanza questa persona come può procedere? e questi documenti mandati via whatsapp hanno una valenza legale?

Intestato di mio ho un piccolo appartamento dove con l’affittuario sto provvedendo al pagamento del mutuo (avendo avuto anche rate arretrate) e con ipoteca più una vecchia fiat punto, non ho altro intestato a me.

RISPOSTA

Purtroppo, i messaggi WhatsApp e le email (posta semplice) che risultano lette ed alle quali il destinatario risponde, hanno valore legale in Italia, configurandosi come riproduzioni informatiche o documenti elettronici, utilizzabili come prove documentali in processi civili e penali. Secondo la Cassazione, tali messaggi possono valere come prova piena, a meno che la controparte non ne contesti specificamente la conformità alla realtà (autenticità).

Nel caso specifico il messaggio odierno può, sicuramente, essere equiparato ad una comunicazione interruttiva dei termini di prescrizione della debenza.

Per il resto, bisogna chiedere copia autenticata delle operazioni di cessione intervenute dal creditore originario alla società Pinco Pallino. Solo così il debitore potrà ricostruire correttamente la filiera delle cessioni intervenute dal creditore originario, alla Pinco Pallino, ultimo cessionario, e quindi sarà sicuro di trattare con l’attuale legittimo creditore intestatario del credito. Con l’occasione, sarà senz’altro utile conoscere nel dettaglio anche quanto si ritiene sia dovuto alla società Pinco Pallino, attraverso la produzione dei conteggi (in pratica un estratto cronologico su carta intestata) con gli interessi moratori applicati anno per anno, in modo che il debitore inadempiente possa verificare l’eventuale applicazione di interessi usurari.

Tutta questa attenzione finalizzata a conoscere con sicurezza il legittimo cessionario del credito originario insoddisfatto, nonché l’esatto importo della debenza è giustificata dal fatto che il debitore contattato non può permettersi di rimborsare un soggetto (Pinco Pallino) che non sia sicuramente legittimato a riscuotere e, naturalmente, non intende versare più del dovuto per interessi e spese di recupero. In tempo di phishing e di truffe online, è il minimo sindacale che ci si può aspettare da un debitore accorto e prudente.

Dunque, senza l’invio, su canali affidabili (via PEC o posta ordinaria con raccomandata AR) di documentazione relativa all’intera filiera di cessioni del credito (dal creditore originario a Pinco Pallino) e la trasmissione di un estratto conto cronologico con l’indicazione dei tassi di interesse moratori e legali via via applicati, inutile parlare di importi dovuti e di un eventuale piano di rateizzazione. E’ questo che bisognerebbe rispondere al sedicente avvocato, ricordandogli con l’occasione, che presentarsi come avvocato senza averne il titolo e l’iscrizione all’albo costituisce il reato di esercizio abusivo della professione (articolo 348 del codice penale) e/o usurpazione di titoli.

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2 Febbraio 2026