Richiesta rimborso credito da parte di Australian Debt Recoveries per conto di Vodafone Australia

Mi è giunta una comunicazione da parte della società in oggetto riguardante un importo non pagato ad una compagnia telefonica Australiana (Vodafone).

Premetto che avevo un contratto telefonico ricaricabile che si appoggiava su un C/C e dopo essere uscito dal paese ho fatto comunicazione tramite email o sms (purtroppo non ricordo e non sono riuscito a trovare nulla in merito) di disdetta del servizio.

La scheda non è stata mai più usata e quindi non ho più usufruito dei servizi richiesti.

Dopo un anno mi è arrivata una mail da parte dell'Equitalia australiana dicendomi che dovrò pagare quell'importo (534$) altrimenti si rifaranno sul mio credito ed averi (ne hanno la possibilità?)

Come mi consigliate di comportarmi? Non ho intenzione di pagare soprattutto per un servizio che non ho più usato ed, essendo a consumo, potevano benissimo accorgersene e disabilitare il tutto non appena gli addebiti su C\C non andavano a buon fine.

Un ulteriore domanda: rischio di essere segnato come cattivo pagatore? le banca italiane possono farmi problemi nell'erogarmi un credito visto questo contenzioso?

Per la tipologia del rapporto alla base della pretesa, certamente non si tratta di una agenzia per il recupero dei crediti vantati dalla Pubblica Amministrazione australiana. Insomma, siamo di fronte ad una semplice società di recupero crediti con sede nella terra dei canguri.

In Italia, per debiti non rimborsati, derivanti da utenze telefoniche, acqua, luce e gas non è consentita la segnalazione in banche dati di cattivi pagatori, che di fatto, al momento almeno, non ancora esistono.

Ma anche se si trattasse di un credito di natura finanziaria, la società di recupero dovrebbe essere inserita nel circuito della Centrale Rischi per poter effettuare una segnalazione.

Esclusa, dunque, la possibilità che l'inadempienza in discussione possa creare problemi riguardo ad una eventuale futura esigenza di accesso al credito, veniamo al solito problema, pagare o non pagare.

Premesso che, da quanto lei riporta, il credito preteso è dovuto e che lei non ha alcuna documentazione probante per contestarlo validamente, la scelta da effettuare è puramente personale.

Per farla breve, io non pagherei un centesimo alla Australian Debt Recoveries in base al ragionamento di seguito brevemente esposto.

Per recuperare un credito di 534 dollari australiani la società di recupero crediti (e Vodafone se il recupero è stato affidato in gestione e non in cessione) dovrebbe innanzitutto accertarsi se il debitore può essere fruttuosamente escusso.

Il che significa anticipare soldi certi per un'indagine patrimoniale, per di più in un paese estero, che potrebbe avere anche risultanze negative o, comunque provvisorie: si pensi ad un debitore che lavora come dipendente con un contratto a termine.

Una volta accertato che il debitore è patrimonialmente o redditualmente aggredibile, il creditore dovrebbe anticipare costi certi per l'affidamento della pratica ad uno studio legale italiano che portasse avanti l'azione giudiziale e successivamente quella esecutiva.

Sempre considerando l'eventualità che, alla fine della fiera, i dati acquisiti con l'indagine, di cui si diceva, potrebbero non essere più attuali: ad esempio, l'eventuale immobile posseduto dal debitore, al momento dell'indagine, potrebbe essere stato alienato o il conto corrente estinto.

Un qualsiasi soggetto economico di buon senso desisterebbe da un'attività che non assicura, con un'azione giudiziale, il rientro almeno dalle spese sostenute. Ecco perchè, il più delle volte, ci si limita a chiedere il rimborso del dovuto solo con un'azione stragiudiziale che, nella fattispecie, comporta unicamente il costo per l'invio di una comunicazione tipo tradotta in italiano e quello del francobollo.

Come si dice, chiedere è lecito, rispondere è cortesia.

Tuttavia, pur decidendo di non pagare, io sarei pienamente consapevole di correre un rischio: spesso il creditore tralascia motivazioni di ordine strettamente economico e decide di procedere con un'azione dimostrativa: colpirne uno per educarne cento. Il web, poi, facilita la circolazione di informazioni di questo tipo che costituiscono un valido deterrente per debitori, non nullatenenti, che decidessero in futuro di utilizzare servizi senza pagare dazio.

Quello che voglio dire è questo: un giorno, potrei scrivere un post dal contenuto più o meno simile Avevo ricevuto un invito al pagamento di 534 dollari australiani dalla Australian Debt Recoveries (DBR) per servizi utilizzati e non pagati alla Vodafone australiana. Mi hanno consigliato di non pagare! Purtroppo però, la DBR, contro qualsiasi aspettativa di buon senso, ha intrapreso un'azione legale nei miei confronti, rivolgendosi ad un agguerrito studio legale operante in Italia. Oggi mi è stato notificato un decreto ingiuntivo per 5 mila e rotti euro per il capitale originario gravato da interessi di mora e spese legali ...

29 luglio 2015 · Genny Manfredi

Approfondimenti e integrazioni dal blog

Credito al consumo: acquisto tramite finanziaria? » Se il bene non è stato consegnato il consumatore non deve rimborsare il prestito
Acquisto di un bene tramite prestito con finanziaria: se l'oggetto non è stato consegnato o presenta differenze da quello effettivamente richiesto il consumatore ha diritto a non pagare il debito. In caso di credito al consumo la finanziaria non può agire contro l'acquirente del bene finanziato se questo non è ...
Credito al consumo – inadempimento del venditore
Nel caso di contratto di credito al consumo legato ad acquisti di beni o servizi può capitare di avere a che fare con situazioni sgradevoli legate all'inadempimento del venditore mentre magari si è già iniziato a pagare le rate del finanziamento. E' bene chiarire che in questi casi non è ...
Credito al consumo - cosa è
Per credito al consumo si intende il credito per l'acquisto di beni e servizi (credito finalizzato) ovvero per soddisfare esigenze di natura personale (ad esempio: prestito personale, cessione del quinto dello stipendio) concesso ad una persona fisica (consumatore). Il credito al consumo può assumere la forma di dilazione del pagamento ...
Credito al consumo – il contratto (sintesi)
Quando il consumatore decide di accedere al credito al consumo per l'acquisto di un bene o servizio, deve firmare un contratto specifico, oltre a quello d'acquisto (se previsto). È necessario, quindi, tenere presente che il contratto di acquisto e il contratto di finanziamento sono distinti. Il contratto di acquisto riguarda ...
Credito al consumo e inadempimento nella consegna del bene acquistato - Il cliente è tutelato anche se il rapporto fra fornitore e venditore è regolato da una convenzione non esclusiva
Per credito al consumo si intende la concessione, nell'esercizio di un'attività commerciale o professionale, di credito sotto forma di dilazione di pagamento, di finanziamento o di altra analoga facilitazione finanziaria a favore di una persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta (consumatore). Il quadro ...

Briciole di pane

Altre info



Domande

Forum

Sezioni

Home

Argomenti

Cerca