Quota pensione pignorabile per assegno ALIMENTARE non corrisposto dal coniuge obbligato

Un esempio per capire la quota pignorabile su un'assegno pensionistico di 1000 euro per debito di natura alimentare: 1000 - 750 (nuova soglia) = 250 cui il creditore può ottenere ?
É corretto?

Per crediti di natura esattoriale o ordinaria, il creditore può pignorare solo il 20% della parte eccedente il minimo vitale, che nel 2019 è pari a 687 euro, essendo stato fissato in 458 euro l'importo massimo dell'assegno sociale. Ricordiamo che il minimo vitale è uguale ad una volta e mezza l'importo massimo dell'assegno sociale.

In pratica, per crediti di natura esattoriale o ordinaria, la quota prelevabile per pignoramento sarebbe pari al 20% di (1000 - 687) euro, ovvero il 20% di 313 euro, che dà 62,6 euro.

Purtroppo, l'articolo 545 del codice di procedura civile stabilisce che le somme da chiunque dovute a titolo di pensione non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell'assegno sociale, aumentato della metà . La parte eccedente tale ammontare è pignorabile nei limiti previsti dal terzo, quarto e quinto comma dell'articolo 545 del codice di procedura civile.

Il terzo comma dell'articolo 545 del codice di procedura civile dispone che, per crediti alimentari, la quota pignorabile è stabilita nella misura autorizzata dal presidente del tribunale o da un giudice da lui delegato.

Concludendo, per crediti alimentari il pignoramento può estendersi, ove il presidente del tribunale volesse essere severo al massimo, fino a 313 euro. Ovviamente, nell'ipotesi che sul rateo di pensione non insistano altri pignoramenti concorrenti per crediti di natura diversa da quella alimentare e non siano in corso cessioni del quinto.

5 luglio 2019 · Tullio Solinas

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