Problemi economici e accesso gratuito patrocinio - Aumento reddito: che succede?

A causa di una spirale di eventi che voglio evitare di raccontare, sono stato imputato per un procedimento penale nel 2015.

A quel tempo, io lavoravo come operaio con un reddito annuale di 9600 euro, e mia moglie era disoccupata.

Vivevamo, ed ancora oggi, in affitto.

Grazie ai requisiti sopra esposti sono riuscito ad accedere al beneficio del gratuito patrocinio, evitando quindi di dover pagare il legale che mi assiste nel processo.

Ora però, a un anno dalla causa, mia moglie ha trovato lavoro: ha firmato un contratto part-time per un'impresa di pulizie per un importo annuale di 6000 euro.

Vorrei sapere, prima di tutto, se rientro ancora nei limiti per l'accesso al beneficio dell'assistenza legale gratuita e, al contrario, se dovrò pagare il mio avvocato anche se ho già beneficiato del gratuito patrocinio.

Innanzitutto, va detto che può essere ammesso al patrocinio chi è titolare di un reddito imponibile ai fini dell'imposta personale sul reddito, risultante dall'ultima dichiarazione dei redditi, non superiore a euro 11528,41.

Inoltre, in ambito penale il limite di reddito per la richiesta del gratuito patrocinio è elevato a 1032,91 euro per ognuno dei familiari conviventi.

Dunque, nel suo caso, la soglia di reddito da rispettare sarebbe di 12561,31 annue: con un semplice calcolo è possibile capire che non rientrerebbe più nel beneficio, poiché la somma del suo reddito familiare è uguale a 15600 euro.

Alla seconda richiesta, ovvero se se dovrà pagare il suo avvocato anche se ha già beneficiato del gratuito patrocinio, va detto la competenza a disporre la revoca dell'ammissione al beneficio del gratuito patrocinio a spese dello Stato spetta al magistrato innanzi al quale pende il procedimento nel momento in cui scadono i termini previsti dalla legge per le comunicazioni relative alle eventuali variazioni reddituali rispetto all'ultima dichiarazione dei redditi presentata dall'interessato.

E' in riferimento a tale scadenza che devono ritenersi eventualmente venuti meno (concorrendone i presupposti) i requisiti sostanziali per fruire del beneficio cui l'interessato era stato precedentemente ammesso.

In sostanza, proprio nel momento stesso in cui l'interessato risulta legalmente non più provvisto dei requisiti per il gratuito patrocinio, viene a determinarsi in via automatica anche l'identificazione del magistrato competente a decidere sulla revoca del beneficio.

E, quindi, è il giudice dinanzi al quale pende il procedimento, quello competente a revocare d'ufficio l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato, nonché a concedere o a negare l'accesso in prima istanza (qualora risulti l'originaria mancanza dei requisiti reddituali).

Le eventuali variazioni (in aumento) dei limiti di reddito, rispetto all'ultima dichiarazione fiscale presentata dal richiedente, dunque, devono essere comunicate al giudice.

20 dicembre 2017 · Andrea Ricciardi

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