Prestito Invitalia parzialmente a fondo perduto e chiusura anticipata dell’attività a causa del maledetto Covid-19


Emergenza coronavirus o virus covid19, riscossione coattiva INVITALIA

Cinque anni fa insieme a mio fratello abbiamo avviato un’attività usufruendo del prestito invitalia: non andava benissimo, ma si lavorava. Dopo 5 anni ci troviamo costretti a chiudere per via del COVID-19, in quanto la nostra attività è strettamente stagionale legata al periodo invernale e quindi da gennaio 2020 fatturato zero. Salvo il fatto che siamo liberi dalla metà a fondo perduto visto che sono trascorsi i 5 anni necessari a questo, ci sono ancora delle rate da pagare e volevamo sapere a cosa andiamo in contro con la chiusura. C’è qualcosa che ci tutela visto che comunque l’attività cessa per un problema legato alla pandemia? Possiamo considerare il fatto che pignorano l’attrezzatura e quindi liberi dai pagamento? C’è un qualsiasi modo per poter affrontare la cosa nel modo più sereno possibile?

Purtroppo della parte residua del prestito Invitalia, il 50% non concesso a fondo perduto, dovrà farsi carico chi ha sottoscritto il contratto di finanziamento: dopo l’ingiunzione di pagamento, a fronte dell’omesso versamento delle rate di rimborso contrattualmente previste (precisamente dopo la settima rata non saldata) verrà emessa la cartella esattoriale da parte di Agenzia delle Entrate Riscossione: quello che si potrà fare in tale circostanza sarà chiedere la rateizzazione del carico debitorio, naturalmente, avendo la possibilità di onorare i versamenti mensili. L’espropriazione e la vendita all’asta dei macchinari e delle attrezzature a suo tempo acquistate per la startup potrà portare a diminuire l’esposizione debitoria, ma non ci conterei troppo.

Il debitore esattoriale, per affrontare la situazione nel modo più sereno possibile, e, soprattutto, per minimizzare il danno, dovrà aver cura di non acquisire veicoli ed intestarli a proprio nome: il fermo amministrativo, infatti, è sempre incombente, con tutti i rischi che esso comporta, soprattutto quando si continua a circolare eludendo il provvedimento. Sarà importante, inoltre, non far lievitare troppo il saldo di conto corrente, trasferendo le eventuali somme eccedenti le ordinarie esigenze di vita e lavoro, verso altri lidi fiduciari (amici e parenti fidati). Auspicabile anche un rapporto di lavoro, se subordinato, non regolare.

In compenso il debitore esattoriale potrà acquistare casa, dal momento che questa è inespropriabile se costituisce anche la sua residenza.

14 Maggio 2020 · Annapaola Ferri

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