Pignoramento del quinto dello stipendio e protesto per un rientro da un prestito non rimborsato accordato con cambiali

Nel 2012 ho fatto un finanziamento con con una banca per 420 euro mensili: ho pagato regolarmente per 20 mesi, poi per difficoltà economiche dovetti sospendere, cosi fui contattato da un recupero crediti e accordai di pagare con effetti cambiari da 220 euro,. Pagate 18 cambiali regolarmente, un giorno la filiale di banca San Paolo su cui erano le cambiali chiude. Ogni mese mi recavo dal notaio per pagare la cambiale, ma il notaio non aveva nessun documento in merito. Pertanto andavo anche ad un altra filiale di banca san Paolo in zona, idem niente cambiali. Contattai anche il recupero crediti e mi disse che avevano ceduto il credito. Passati un paio di anni, mi arriva un decreto ingiuntivo e quinto dello stipendio più blocco TFR, il creditore adesso è Ak Nordik. La questione è che il quinto dello stipendio è in riferimento al contratto di finanziamento, e delle cambiali non ho nessuna notizia, però sono protestato per le cambiali. Contattata la Ak Nordik, il loro legale disse le cambiali sono da noi finché non finisce di pagare non le restituirà,

Vi chiedo è legale questo, adesso ho un quinto dello stipendio pignorato per 261 euro, e sono protestato.

Comprendo il suo disappunto e sono convinta che, se le cose sono andate come lei le riporta (e non ho alcun motivo di dubitarne) il comportamento della cessionaria del credito (AK Nordik) non sia stato esente da censure giuridiche, soprattutto per quel che riguarda il protesto dei titoli, attesa la difficoltà del debitore, per motivi indipendenti dalla sua volontà, di assolvere alle obbligazioni assunte.

Tuttavia, le considerazioni qui svolte andavano riportate al giudice in sede di opposizione al decreto ingiuntivo: adesso, purtroppo, è tardi per poter rimediare.

19 gennaio 2019 · Carla Benvenuto

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