Pensione di invalidità revocata dall’INPS, cosa fare?

Argomenti correlati:

Racconto brevemente la mia folle storia sperando in un vostro parere/aiuto:
– sono invalido civile 100% dal 2000
– nel 2006 compio 65 anni e la pensione diventa assegno sociale sostitutivo;
– nel 2008 ho avuto redditi superiori a quanto consentito;
– nel 2009 l’INPS blocca il pagamento inviandomi una lettera dicendo che se non inviavo i redditi avrebbero sospeso la prestazione, lettera che ho dato al mio commercialista senza più avere notizie;
– nel 2009/2010 vado più volte all’INPS e la signorina allo sportello mi dice che la pensione riandrà in pagamento in automatico appena i redditi sarebbero stati sotto la soglia prevista;
– nel 2013 senza nessun avviso l’INPS mi revoca la prestazione (senza nessuna comunicazione);
– dal 2013 cerco in tutti i modi di riavere la mia pensione, ma l’INPS mi dice che dovevo presentare il modello RED prima del 2013 e adesso siccome ho più di 65 anni non ho più diritto alla pensione di invalidità perché over 65 (ho fatto di nuovo tutta la procedura per avere la pensione, visite mediche all’ASL ecc…, ma niente! Ma io sono sempre disabile!!

Specifico che ho sempre depositato modello UNICO e e quindi l’INPS ben sapeva i miei redditi ogni anno.

Mi sono rivolto ad un legale che ha fatto una richiesta di decreto ingiuntivo, rigettato dal giudice perché dice che non è stato ancora svolto il procedimento amministrativo. Ma quale se mai nessun atto mi è stato notificato?

Mi sembra di essere caduto in un vortice incredibile: sono disabile, prima andava tutto bene, adesso perché sono over 65 anni ho perso tutto.

Attendo con ansia una vostra risposta, sperando ci sia un modo per uscire da questo incubo.

Spero capirà che è pressoché impossibile identificare il problema e tentare di risolverlo senza leggere le carte e attingendo da una decina di righe, peraltro scritte da una delle parti del contenzioso.

Quello che, invece, posso suggerirle è di mettere da parte l’avvocato e rivolgersi ad una organizzazione sindacale nazionale che sicuramente sarà presente sul territorio in cui vive.

12 Gennaio 2017 · Genny Manfredi

Social Mailing e Feed


condividi su FB     condividi su Twitter     iscriviti alla newsletter del blog     iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Seguici su Facebook

Approfondimenti

Assegno Ordinario di Invalidità (AOI) - Al compimento dell'età pensionabile viene trasformato d'ufficio in pensione di vecchiaia
Dal 2011 sono intestatario di Assegno ordinario d'invalidità: nel 2014 sono stato riconosciuto inabile al lavoro (articolo 2, legge 222/1984) ma per problemi familiari non ho potuto lasciare l'attività di lavoratore dipendente privato continuando a percepire reddito di lavoro e di Inps AOI. Oggi, nel 2019, sono un lavoratore appena cessato con AOI definitivo. Pensavo di far valere il riconoscimento della pensione di inabilità lavorativa riconosciuta nel 2014, ma il patronato a cui mi sono rivolto mi riferisce che il riconoscimento del 2014 decade dopo tre anni e che dunque occorre presentare nuova domanda per pensione di inabilità lavorativa. Per ...

Requisiti per il riconoscimento della pensione di invalidità
A far data dal 28 giugno 2013, il limite di reddito per il diritto alla pensione di invalidità (inabilità) in favore dei mutilati e degli invalidi civili, è calcolato con riferimento al solo reddito IRPEF del richiedente, con esclusione del reddito percepito da altri componenti del nucleo familiare di cui il soggetto interessato fa parte. La nuova norma individua quindi, anche per la pensione di invalidità, nel solo reddito dell'invalido il parametro in base al quale verificare l'esistenza del diritto alla prestazione assistenziale e trova applicazione alle domande di pensione di inabilità in relazione alle quali non sia intervenuto provvedimento ...

Pensione ordinaria di invalidità e pensione di invalidità civile - Differenze
La pensione ordinaria di inabilità, prevista dell'articolo 2 della legge 222/1984, costituisce una prestazione di natura previdenziale, è collegata alla esistenza di un rapporto previdenziale, presuppone lo svolgimento di una pregressa attività lavorativa, ha come punto di riferimento la capacità lavorativa specifica dell'assicurato, è correlata alla impossibilità dello svolgimento in maniera non usurante della suddetta attività lavorativa o di altra confacente alle specifiche attitudini dei soggetto; e pertanto, coerentemente al ruolo suppletivo del sistema previdenziale, la presenza di una residua capacità lavorativa non è ostativa al riconoscimento della pensione ordinaria di inabilità allorché non sia comunque in grado di garantire ...

Dove mi trovo?