Mutuo e annullamento contratto compravendita

Quattro anni fa ho acquistato una casa ed, allo scopo, ho contratto un mutuo con una banca, che sto regolarmente pagando. Accade ora che taluni parenti dei venditori abbiano impugnato il contratto e vogliano chiederne l'annullamento (sostenendo che uno dei venditori - malgrado regolari certificati medici e procure notarili - non era in pieno possesso delle sue facoltà cognitiva). Si profila una causa civile. Se i ricorrenti dovessero vincerla io dovrò - suppongo - restituire la casa, ma che ne sarà del mio mutuo? Dovrò continuare a pagarle? Sono terribilmente affitta.

Naturalmente il destino del mutuo è solo uno dei problemi che mi affliggono: gli altri riguardano la casa dove andrò ad abitare, il denaro col quale pagherò l'affitto, eccetera. Un incubo, insomma. Ero ben convinta, dopo il rogito regolarmente trascritto, di essere finalmente e pacificamente proprietaria di casa.

Qualora dovesse perdere la casa, perchè il giudice riconoscerà l'incapacità di intendere e volere di chi l'ha venduta, chi l'ha venduta dovrà restituirle il valore del prezzo totale di compravendita (comprensivo del mutuo) al massimo detratto un canone mensile riconosciuto equo dal giudice per il tempo in cui lei ha occupato l'immobile.

Con i soldi ricevuti, estinguerà il mutuo e l'ipoteca gravante sull'immobile, come sicuramente pretenderà la controparte.

15 maggio 2019 · Piero Ciottoli

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