Mancata consegna chiavi appartamento come promesso in scrittura privata nel contesto di una separazione personale


Separazione personale dei coniugi e divorzio





Mio figlio si sta separando: con la moglie ha sottoscritto una scrittura privata assoggettata a ricorso congiunto, depositato in tribunale.

La scrittura privata prevede che la moglie di mio figlio cambi residenza per sé ed i figli (obbligo adempiuto, infatti adesso lei convive con nuovo compagno) e restituisca le chiavi al proprietario dell’appartamento (il marito, mio figlio) entro il 30/10/18.

Se la moglie non riconsegna le chiavi (come pare succederà), dopo aver vuotato l’appartamento (da cose sue e non), è legittimo che il figlio cambi le serrature? Cosa altro deve fare? Comunicarglielo?

Se attualmente la moglie risiede anagraficamente altrove, avendo formato una nuova famiglia di fatto, e non è titolare di un diritto reale sulla casa coniugale (di abitazione, comproprietà, usufrutto, comodato) non avrebbe alcun motivo per detenere le chiavi dell’appartamento.

Tuttavia, per evitare che la signora possa invocare pretestuose cause di addebito nel cambio di chiavi operato dal marito, conviene attendere l’esito del giudizio di separazione, in particolare l’assegnazione della casa familiare.

26 Ottobre 2018 · Genny Manfredi

Il dubbio è: nuora può invocare, solo per dispetto o per far perdere tempo e pazienza, dato che non ha diritti reali, comodato acquisito? (conseguente la convivenza ovviamente). L’appartamento è vuoto ed ella e figli dimorano/risiedono in altro luogo con altra persona (come da certificato contestale residenza stato di famiglia in cui compare lei e figli con nuovo convivente e non più mio figlio).

Per risponderle bisognerebbe conoscere la strategia processuale pianificata dall’avvocato di sua nuora. Quello che è certo è che la signora, in seguito al cambio della serratura operata dal marito, potrebbe asserire di non aver potuto rientrare in casa, e per questa ragione è stata obbligata a spostare la propria residenza, insieme ai figli, presso un amico che l’ha accolta per spirito di ospitalità.

Di certo non esiste un diritto di comodato acquisito conseguente alla convivenza matrimoniale: ma sua nuora potrebbe vedersi riconosciuto, dal giudice della separazione, il diritto di abitare la casa familiare fino al raggiungimento dell’indipendenza economica dei figli nati dal matrimonio.

Il consiglio è quello di non forzare in alcun modo i tempi fino alla definizione del contenzioso.

26 Ottobre 2018 · Annapaola Ferri


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