Rate del debito saldate entro il mese di riferimento come da accordi – Perché mi chiedono interessi di mora per ritardato pagamento?

Nel 2015 ho raggiunto un accordo stragiudiziale con una società di recupero crediti per il debito di una carta di credito a causa del quale mi hanno segnalata al CRIF. L’accordo prevedeva il pagamento mensile (quindi entro la fine del mese) di una quota (50,00 Euro) fino al saldo dell’intero ammontare.

Dal dicembre 2015 i pagamenti sono stati effettuati tra il 26 e il 28/31 di ogni mese, ma da sei mesi a questa parte, ogni mese, un dipendente della società mi chiama dicendomi che devo anticipare il pagamento della rata al 15 del mese onde evitare di essere considerata morosa. Questo perché, nei loro estratti conto, la valuta cade nei primi giorni del mese successivo.

Oggi addirittura mi hanno detto che, quando avrò saldato il debito, non mi rilasceranno la liberatoria perché sarò ancora debitrice degli interessi di mora calcolati sul ritardo dei pagamenti proprio in base alla valuta.

Possono farlo? Non è la DATA del pagamento a far fede e quindi essere valida?

P.S. Aggiungo che da dicembre 2017 ho aumentato dietro loro autorizzazione l’importo della rata per poter anticipare il saldo di qualche mese!
Vi ringrazio per l’attenzione e spero di essere stata chiara

Al creditore deve essere corrisposto l’importo della rata entro la data stabilita di scadenza. Se il debitore dispone, ad esempio, un bonifico bancario a favore del creditore e non setta l’opzione di accredito istantaneo, l’importo verrà accreditato nei tempi ordinari (data di esecuzione) che possono essere anche successivi alla data di scadenza.

Il debitore deve assicurarsi che l’accredito della somma da versare al creditore venga eseguito entro i termini previsti dal contratto o dall’accordo stragiudiziale successivamente intervenuto.

La cosa può non piacere, ma sicuramente non è la data in cui si dà disposizione ad un intermediario di saldare il conto che è quella che vale.

19 Marzo 2018 · Roberto Petrella

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