Perchè mi negano il diritto al reddito di cittadinanza?

A marzo ho inoltrato richiesta di RDC (sono disoccupato in NASpI) ed oggi, nonostante avessi presentato per tempo l’ ISEE corrente con relativa nuova DSU, la mia domanda di RDC risulta “Respinta”. Non essendo un esperto vi chiedo un aiutino per comprendere il motivo di questo diniego.

Dal prospetto sintetico fornito dall’INPS e relativo ai calcoli effettuati sulla basa della DSU/ISEE presentata si evince che:

Nucleo familiare di 3 persone tutti disoccupati, con casa in affitto, e queste sono le motivazioni del diniego, tratte dal sito Inps:
Scala equival.DSU 2.04
Scala equival.RDC 1.06

Isee come da DSU 2715.55 (Soglia 9360)

Reddito familiare da DSU 15.667 euro (Soglia da 6000 a 20592)

Patrimonio mobiliare 539 euro

Esito: “Sopra Soglia”

La domanda di RDC è stata RESPINTA! Mi chiedo: se la soglia reddituale e’ fino a 20592 euro ed il nostro reddito e’ di 15667 euro, perche’ non avrei diritto? Un errore o cosa?

L’articolo 2, comma 1, lettera b, punto 1 del decreto legge 4/2019 (Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni) richiede, per poter aver diritto al reddito di cittadinanza, un valore dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) inferiore a 9 mila e 360 euro. Quindi come ISEE ci siamo: il nucleo familiare, a cui lei appartiene, registra un ISEE di 2.715,55 euro a fronte di una soglia di legge fissata a 9.360 euro.

Sempre l’articolo 2, comma 1, lettera b, al successivo punto 4 del citato decreto legge, stabilisce un valore soglia per il reddito del nucleo pari ad euro 6.000 annui moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza. La predetta soglia e’ incrementata ad euro 7.560 ai fini dell’accesso alla Pensione di cittadinanza. In ogni caso la soglia e’ incrementata ad euro 9.360 nei casi in cui il nucleo familiare risieda in abitazione in locazione, come da dichiarazione sostitutiva unica (DSU) ai fini ISEE.

L’articolo 2, comma 4 del decreto legge 4/2019 stabilisce poi che il valore della scala di equivalenza, è pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare ed e’ incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente di eta’ maggiore di anni 18 e di 0,2 per ogni ulteriore componente di minore età fino ad un massimo di 2,1, ovvero fino ad un massimo di 2,2 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza).

Pertanto il valore teorico massimo della scala di equivalenza RDC è 2,2 ed il valore massimo del reddito del nucleo familiare per una famiglia in affitto (oltre il quale non si ha diritto al beneficio) è pari a 9.360 *2,2 = 20.592.

In pratica, il reddito soglia (per rientrare nel beneficio RDC) di un nucleo familiare varia da 6000 euro (nucleo familiare formato da una sola persona dimorante in casa di proprietà) a 20.532 euro (nucleo familiare dimorante in casa in affitto in cui siano presenti minori con disabilità grave).

E’ questo il senso fuorviante laddove c’è scritto, nel prospetto sintetico relativo al calcolo dei requisiti RDC elaborati in base alla DSU/ISEE presentata, Reddito familiare da DSU 15.667 euro (Soglia da 6000 a 20592).

Per il suo nucleo familiare, tuttavia, la soglia di reddito è pari a 9360 euro (soglia minima per un qualsiasi nucleo familiare che vive in affitto), moltiplicato per 1.06 (valore della scala di equivalenza RDC attributo in base alla composizione specifica del suo nucleo familiare – evidentemente una coppia di adulti con un figlio minore fortunatamente in buona salute).

Conclusivamente la soglia di reddito, per lo specifico nucleo familiare a cui lei appartiene, è pari a 9.921,6 euro, pertanto inferiore rispetto al reddito effettivo percepito dal nucleo familiare che è di 15.667 euro.

Ne consegue che, se i dati forniti con la DSU sono esatti, non si rilevano errori nell’esclusione di questo nucleo familiare dal diritto di percepire il Reddito di Cittadinanza.

14 Aprile 2020 · Genny Manfredi

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