Quando il convivente si approfitta di una relazione sentimentale – Come punirlo?


Mi spiace tantissimo per lei: ma non credo ci siano soluzioni per uscire dalla situazione in cui è venuta, suo malgrado, a trovarsi.

A settembre 2014 il mio ex convivente, dopo 6 anni di relazione, mi ha convinto a firmare come co-obbligato un finanziamento: i 20 mila euro richiesti, gli servivano per acquistare le quote societarie dell’azienda presso cui lavorava, in realtà sul prestito, ho scoperto dopo, che c’è scritto “Ristrutturazione casa di proprietà”. Effettivamente io non so con sicurezza per cosa siano stati usati, sicuramente, non sono mai transitati sul mio conto corrente, ne sono stati usati per lavori in casa.

Nel dicembre 2014, scoperto in flagrante con un’ altra donna in casa nostra, scappa via di casa.

Nell’ottobre 2015, mi propone di lasciare la casa (di sua proprietà), completa di mobilio che ho acquistato e pagato soltanto io (pagamenti dimostrabili), dicendo che l’avrebbe affittata e restituita in quel modo i soldi spesi da me per gli arredi, si stipula scrittura privata per quest’accordo.

Lascio la casa a novembre 2015, con lui che mi rilascia una distinta di pagamento tramite bonifico, che risulta essere falsa.

Ieri, facendo richiesta di finanziamento per l’acquisto di una nuova auto, scopro di non poter accedere al credito, perché protestata, in quanto lui non è regolare nei pagamenti.

Aggiungo che la società di credito, non mi ha informato dei provvedimenti in corso. In breve, sono passati 2 anni da quando è successo tutto e mi ritrovo senza neppure un euro di rimborso per i beni acquistati da me di cui lui usufruisce tutt’ora e protestata per un prestito del quale non ho mai usufruito.

Ci sono i parametri per denunciare questa persona e uscire pulita da questa situazione. Come dovrei muovermi? A chi posso rivolgermi?

Mi spiace tantissimo per lei: ma non credo ci siano soluzioni per uscire dalla situazione in cui è venuta, suo malgrado, a trovarsi.

La firma come coobbligata sul contratto di prestito non può essere disconosciuta a meno che lei non riesca a dimostrare che quella firma le è stata estorta con la violenza, oppure che, al momento di sottoscrivere il documento, fosse incapace di intendere e di volere, in pratica non avesse il possesso delle abituali facoltà mentali. Poco importa se il finanziamento è stato richiesto per questo o quell’altro motivo o se la liquidità erogata dal creditore non è mai transitata sul suo conto corrente.

Inoltre, da quanto riferisce, lei non è stata protestata, ma segnalata come cattiva pagatrice in qualche centrale rischi, privata o pubblica, per inadempimento nel rimborso del finanziamento ottenuto (essendo coobbligata si presume che dei soldi ne abbia beneficiato anche lei). Bisognerebbe aggiungere purtroppo non è stata protestata perché nel Registro Informatico dei Protesti (RIP), in cui si viene segnalati per emissione di assegni scoperti o per cambiali non onorate alla scadenza, la cancellazione è automatica, decorsi cinque anni dalla levata del protesto. Invece, la segnalazione in una Centrale Rischi dei cattivi pagatori permane fino a 3 anni dopo la scadenza dell’ultima rata non pagata del piano di ammortamento. E, in alcune situazioni specifiche, anche oltre.

Lei non può nemmeno lamentarsi per il mancato preavviso di iscrizione nelle liste dei cattivi pagatori, sia perché il contratto sottoscritto potrebbe prevedere la domiciliazione della coobbligata presso la precedente residenza di convivenza, sia perché la comunicazione al suo successivo indirizzo potrebbe essere stata perfezionata per compiuta giacenza (in occasione di una sua eventuale temporanea assenza) se effettuata per raccomandata. E, ad ogni modo, le decisioni dell’Arbitro Bancario Finanziario sull’argomento, hanno più volte confermato che il creditore può inviare il preavviso di segnalazione anche per posta ordinaria.

Infine la scrittura privata: quella potrebbe risultare utile per supportare una qualche azione legale finalizzata ad ottenere indietro i soldi spesi in arredamento ed altro: ma, dovrebbe essere sottoposta all’attenzione di un avvocato e, in tutta onestà, dubito che possa servire se il testo è stato dettato dal suo ex convivente e lei si è limitata solo a sottoscrivere il documento.

Beh, così finiscono quasi sempre quelli che, dagli addetti ai lavori, vengono classificati come debiti di relazione: io posso solo esprimerle la mia più totale solidarietà e formularle l’augurio di riuscire a dimenticare, al più presto, questa triste parentesi della sua vita.

20 Gennaio 2017 · Ornella De Bellis

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