Evitare multe e tasse con auto immatricolate all'estero - E' possibile?

Un mio amico mi ha detto che c'è la possibilità di evitare di pagare il bollo e le multe con un piccolo trucchetto: basterebbe infatti immatricolare l'auto in un paese estero (di solito dell'est).

Funziona questo espediente?

Cosa si rischia nel concreto?

E per le notifiche dei verbali eccetera, cosa bisogna fare?

E in caso di incidente?

Pagare polizze rc auto a costi quasi irrisori, non pagare le multe e nemmeno il bollo auto o tassa automobilistica: sembra un sogno, ma per quasi 4 milioni di italiani è realtà.

Il fenomeno è evidente, specie nelle grandi città: sempre più spesso capita di incrociare nel traffico automobili con targa straniera, solitamente di un Paese dell'Est appartenente alla Comunità Europea.

Tutti turisti in visita nel Belpaese? Forse no.

Ma è davvero possibile non prendere multe se si guida un veicolo con targa straniera?

Una recente circolare del Ministero dei Trasporti spiega che si ritiene che per tali veicoli sia esclusa l'applicazione delle sanzioni di cui all'art. 193 del Codice della strada anche quando, attraverso qualsiasi mezzo, sia accertato che il veicolo sia effettivamente sprovvisto di copertura assicurativa.

Insomma, chi si trova alla guida di questi veicoli potrebbe salvarsi da multe e sanzioni.

E questa normativa ha radici lontane nel tempo ed è frutto di alcuni accordi internazionali e da una decisione della commissione europea che è stata recepita con un decreto del ministero dello Sviluppo economico 86/2008: Per i veicoli a motore immatricolati in Stati esteri, che circolano temporaneamente nel territorio della Repubblica italiana, della Città del Vaticano e della Repubblica di San Marino, l'obbligo della copertura assicurativa per la responsabilità civile verso i terzi, per la durata della permanenza in Italia, si considera assolto se la targa di immatricolazione è rilasciata.

Dunque, le auto con targa straniera hanno una sorta di scudo che le mette a riparo dalle sanzioni con cui fanno i conti quotidianamente gli automobilisti italiani.

Ma la legge, giustamente, prevede che residenza e targa del veicolo posseduto debbano coincidere, come previsto dall'art. 32 comma del Codice della Strada che autoveicoli, motoveicoli e rimorchi immatricolati in uno Stato estero (...) sono ammessi a circolare in Italia per la durata massima di un anno, in base al certificato di immatricolazione dello Stato di origine.

Quindi, se possiedi un'auto con targa straniera e la utilizzi solo nel nostro Paese puoi farlo per un anno al massimo. Poi devi reimmatricolarla e pagare quindi tasse, bollo e assicurazione italiana, che, ricordiamo, è tra le più care d'Europa.

L'inosservanza del limite può essere punita con sanzioni da 84 a 335 euro.

Per far scattare una multa per mancata reimmatricolazione con targa italiana di un veicolo straniero basta essere trovati al volante dello stesso mezzo per tre volte, in un periodo di tempo superiore ai sei mesi.

Dunque, il trucchetto sarebbe quello di cambiare veicolo ogni anno.

Un po costoso? No, se utilizzi il leasing.

Infatti, se l'auto viene gestita da una società estera con sede ad esempio in Bulgaria, e non da un privato, sarà impossibile appiopparti una multa.

Ed inoltre, il leasing non è una forma di acquisto a titolo pieno, per cui puoi permetterti anche di cambiare veicolo ogni anno.

Persino le forze dell'ordine, interpellate da un noto quotidiano, hanno spiegato che, in linea del tutto teorica, potrebbero andare a controllare il contratto di leasing e fare una serie di verifiche incrociate per capire se l'auto viene utilizzata prevalentemente in Italia, ma per loro stessa ammissione è una procedura quasi impossibile.

E' la norma italiana ad essere inadeguata.

Se la circolazione dei veicoli in Europa è libera, sei libero di intestare la tua auto a una società estera e far felice il tuo portafogli.

Disegni di legge per cambiare le norme giacciono in Parlamento da anni, nel frattempo è tutto legale.

Ma come fare per riuscire a possedere questa targa straniera?

Ad esempio, Per immatricolare l'auto in Bulgaria ci sono due possibilità: o prendi due giorni di ferie e ci vai direttamente, oppure la spedisci, al prezzo delle spese di viaggio.

Viene stipulato un contratto con cui si dice che intestano la vettura alla società solo per avere dei vantaggi economici sulla gestione della vettura.

Ma la proprietà rimane a loro.

Dal momento che l'auto arriva in motorizzazione a Sofia, le spese sono di 300 euro, e con l'assicurazione, si spendono in media 420 euro per re-immatricola l'auto.

Da quel momento, l'auto potrebbe costare 400 euro all'anno.

E se si viene coninvlti in un incidente?

La procedura è più semplice di quanto si possa pensare.

Tutto passa nelle mani dell'Uci, Ufficio nazionale di assicurazione per l'Italia, che interviene in caso di incidenti in territorio italiano provocati da veicoli immatricolati all'estero.

Uci si occupa di fare il collegamento con l'assicurazione all'estero, i danni vengono risarciti secondo i criteri italia.

Tutto si risolve in modo semplice, insomma. Le tempistiche previste dalla legge sono di tre mesi.

Un sogno no? In barba a chi paga multe, assicurazione e tasse regolarmente!

29 marzo 2018 · Patrizio Oliva

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