Divorzio e assegnazione casa coniugale (mia) a ex moglie - Mio figlio è autonomo: posso tornare a casa?

Ho divorziato da mia moglie circa 10 anni fa: con la sentenza di divorzio sono stato obbligato a corrispondere un assegno di mantenimento per mio figlio (allora minorenne) e la mia ex moglie.

Inoltre, a mia moglie è mio figlio è stata assegnata la casa coniugale, nonostante l'avessi acquistata prima del matrimonio.

Ora, mio figlio ha 27 anni, si è laureato ed è andato a vivere in un'altra città.

Posso richiedere di rivedere l'assegnazione della casa familiare e tornarci a vivere?

La ragione per cui la casa coniugale viene assegnata a chi risiede con la prole, non autosufficiente, è quella di non provocare traumi ai figli e di farli continuare a crescere nello stesso habitat domestico in cui hanno vissuto finché i genitori sono rimasti uniti.

Ecco spiegato il fatto per cui, tutte le volte in cui la coppia ha dei figli minorenni o che ancora non si mantengono da soli, il giudice assegna la casa al coniuge che ci convive.

Al contrario, se la coppia non ha figli, la casa ritorna al legittimo proprietario o, se la coppia era in regime di comunione dei beni, di norma, viene divisa di comune accordo o con l'intervento del tribunale.

Ma, come nel suo caso, il tempo passa, i figli crescono, e raggiungono la maturità e l'indipendenza economica.

Dunque, in tale ipotesi, l'assegnazione della casa coniugale può essere revisionata e tornare al proprietario legittimo.

Di questo avviso anche la Corte di Cassazione, la quale, con ordinanza 1546/18, ha chiarito che non vi sono più i presupposti per l'assegnazione della casa alla madre, a tutela della prole, se la stessa ha concluso il proprio percorso di studi e sta affrontando il mondo del lavoro.

24 gennaio 2018 · Genny Manfredi

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