Dismissione linea TIM del cliente defunto

Mi trovo in queste situazione: a casa dei miei genitori, di cui però il proprietario a livello catastale è un mio fratello, la mamma ha la residenza e il papà defunto a febbraio non aveva già più li ne la proprietà ne la residenza, c’era ancora una linea telecom intestata al Lui.

Avendo tutto l’asse famigliare fatto rinuncia all’eredità e dato che la linea non serviva più a nessuno come suggerito da varie parti non è stata fatta voltura (avrebbe implicato l’eredità della linea con tutti gli annessi), e neanche la dismissione in quanto anche nel modulo da compilare chi lo compilava per il defunto doveva essere erede.(e non ci sono eredi).

Così dopo 3 mesi di mancati pagamenti hanno dismesso la telefonia (anche se ancora attiva in ricezione) e la linea adsl.

Ovviamente arrivano un sacco di solleciti di pagamento.

A noi la linea non serve e vorremmo disdirla del tutto, anche per evitare di accumulare debiti (anche se avendo fatto rinuncia non dobbiamo pagare) e scocciature varie.

Come ci dobbiamo comportare?

C’è un modo per disdirla senza comparire come eredi e rischiare per così poco di finire nella casistica di ” accettazione tacita dell’eredità”?
Se non faccio nulla cosa succede con telecom?

La disdetta della linea di telefonia fissa e ADSL TIM (ex Telecom) è prevista possa avvenire solo dal sito mobile (tramite accesso con account del cliente defunto) o chiamando il 187 dall’impianto telefonico in questione. Evidentemente, entrambe la modalità non sono idonee ad essere utilizzate nella situazione riportata in questo quesito.

Si potrebbe anche inviare una raccomandata AR via posta a TIM, ma difficilmente la disdetta formale potrebbe risultare efficace (o servire per opporla a TIM) se non firmata dal cliente defunto titolare dell’impianto telefonico o da un terzo che non sia un erede del cliente (in questo caso, infatti, bisognerebbe allegare alla richiesta di disdetta la copia di un documento di identità valido del cliente defunto o dell’erede, e sottoscrivere un atto di notorietà: così, risulterebbe difficile attribuire la richiesta al defunto o essa sarebbe riconducibile ad un soggetto che avesse accettato l’eredità – cosa che non si vuole).

Ovviamente, un nuovo titolato conduttore o proprietario dell’appartamento potrebbe diffidare TIM a disattivare l’impianto in ricezione delle chiamate entranti (dubito che la linea ADSL consenta ancora di accedere ad internet con la disabilitazione delle chiamate uscenti). Ma non è questo il contesto reale in cui ci si trova.

E’ altresì evidente che l’unico addebito che TIM potrebbe imputare agli occupanti dell’appartamento ove è ubicato l’impianto, è quello di un utilizzo abusivo dalla borchia lasciata attivata per le chiamate entranti e (forse) per l’accesso ad internet tramite ADSL: per evitare l’eventuale futuro (remoto) problema, basterà allora svitare la borchia, liberare i fili ad essa internamente attestati, isolare le terminazioni con del nastro isolante e richiudere (a solo scopo estetico) la cassetta che ospita le terminazioni del cavetto telefonico con un tappo reperibile in qualsiasi negozio di ferramenta. Nient’altro. Ricordiamo che terminazioni e borchia sono di proprietà del cliente e non di TIM.

6 Maggio 2019 · Andrea Ricciardi

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