Diritto di ripensamento contratto servizio internet di rete fissa

Ho deciso di aderire ad un’offerta di un operatore tlc, con l’intenzione di abbandonare il mio vecchio provider internet: la procedura è avvenuta online. Qualche giorno dopo sono stato contattato telefonicamente dal vecchio provider con il quale ho stipulato, attraverso una prima registrazione, un nuovo accordo e contestualmente, tramite una seconda registrazione, ho fornito loro la delega a fermare il passaggio verso il nuovo operatore. Ho poi provveduto a rispedire indietro il loro apparecchio che nel frattempo mi era stato recapitato. Il tutto è avvenuto nei 14 giorni previsti dalla legge ed in questo periodo ho sempre continuato ad usufruire del servizio del mio vecchio operatore, fino a quando un bel giorno viene staccato.

Chiamo il servizio clienti e viene fuori che il nuovo operatore non ha dato seguito alla richiesta di bloccare il passaggio. contatto anche loro e mi viene detto che il mio operatore non poteva mandare la richiesta a mio nome per recedere dal contratto. Dopo varie telefonate e tentativi inutili di dissuadermi dal ripensamento si decidono a fermare il passaggio dicendomi che nulla mi sarebbe stato addebitato. Nel frattempo però, da un punto di vista tecnico, la migrazione sotto il nuovo operatore viene ultimata con la conseguenza che il contratto di rientro che avevo stipulato con il mio vecchio operatore non è più attuabile ed ovviamente mi vengono anche addebitate le spese di dismissione del servizio.

Ho fatto in seguito una registrazione telefonica con il nuovo provider per ottenere il rilascio del codice migrazione da fornire al mio vecchio operatore; anche qui mi è stato assicurato che nessuna penale né costi di recesso mi sarebbero stati addebitati.

Pago, con rammarico, i costi di dismissione al vecchio operatore e fornisco loro il codice di migrazione grazie al quale si riesce a stipulare un nuovo contratto alle condizioni desiderate.

Tutto questo avveniva questa estate e speravo che la faccenda fosse finita, tuttavia in questi giorni l’operatore verso il quale inizialmente volevo migrare mi manda per email una fattura di circa 40€ con importo da pagare entro gli inizi di gennaio. Ho quindi alcune domande da farmi sperando possiate aiutarmi:
Come devo comportarmi in questa situazione?
Posso rifiutarmi di pagare? a cosa vado in contro?
E’ vero quello che mi ha detto l’operatore a telefono e cioè che il mio vecchio operatore non poteva recedere al posto mio nonostante avessi fornito loro la delega?

La questione da focalizzare è che, purtroppo, si pensa di poter dare disposizioni contrattuali ad un addetto al contact center che magari il giorno dopo non lavora più presso la struttura che eroga il servizio (il turnover è altissimo), oppure che nemmeno sa, in assenza di un minimo di affiancamento e addestramento (cosa normale di questi tempi), dove registrare digitalmente le disposizioni che gli sono state impartite.

Per esercitare il recesso da un servizio di fonia o adsl, al massimo, si scarica il modulo dal sito del fornitore, se questo può aiutare, ma poi lo si sottoscrive e lo si invia (rigorosamente in piego per evitare che ci dicano poi che la busta era vuota) con raccomandata AR. Così si procede anche per attivare un servizio. Verba (et oris tabulas scripto) volant, scripta manent!

Non importa adesso sapere se risponda al vero, o meno, che il diritto di recesso non possa essere esercitato da soggetto munito di delega. Per inciso, se la delega è correttamente formulata e specifica adeguatamente il mandato, il delegato può sottoscrivere qualsiasi contratto: tuttavia, naturalmente, il testo della delega deve essere pertinente e la sottoscrizione del delegante deve essere autenticata (in alcuni casi ci si accontenta anche dell’allegazione di una copia fronte retro del documento di identità). Se così non fosse i contratti e i recessi non esercitati dal soggetto titolato sarebbero più di quelli, altissimi, che già si registrano fisiologicamente in questo settore.

Lei ha messo in atto un’operazione di recesso dal recesso, attestata solo da una fantomatica registrazione con il vecchio operatore che avrebbe potuto essere utilizzata solo dalla controparte per opporla ad un suo eventuale diniego di averla impartita: ma sicuramente lei non può richiedere ed eccepire il contenuto della registrazione per provare il contrario e cioè lei ha impartito al vecchio operatore delle precise disposizioni che sono state disattese da quest’ultimo o non ritenute congrue e valide dal nuovo. Non ha dunque nessun documento che attesti che la comunicazione di ripensamento dal contratto stipulato con il nuovo operatore sia intervenuta in tempo utile (entro i fatidici 14 giorni), o che la procedura sia stata viziata da negligenza dell’operatore uscente e/o da malafede di quello subentrante.

E, dunque, lei è obbligato a pagare i costi di attivazione al nuovo operatore (perché il recesso per delega non può provarsi esserci stato entro i 14 giorni) e di disattivazione al vecchio e al nuovo operatore, dal momento che, il recesso è stato chiesto, in entrambi i casi, prima della scadenza minima biennale dei due contratti sottoscritti online.

Può evitare di corrispondere la pretesa a quello che doveva essere il nuovo operatore, consapevole, però, che poi qualche società di recupero crediti le romperà l’anima nei secoli dei secoli. Non le conviene, invece, eludere la pretesa del vecchio ed attuale operatore perchè potrebbe trovarsi, di punto in bianco, senza linea.

28 Dicembre 2018 · Giovanni Napoletano

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