Bolletta energia elettrica – Come conoscere ed interpretare tutte le voci in fattura





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Sono ormai due anni che vivo da solo e pago le bollette: molte volte, però, ci sono delle voci, sulla fattura, che non riesco a comprendere e che mi lasciano alquanto perplesso.

Parlo ad esempio, del numero POD o altre stranezze.

Potete aiutarmi a decifrarle?

Quando riceviamo la bolletta, la prima cosa che andiamo a vedere è l’importo da pagare: in realtà, dalle voci presenti in fattura si possono ricavare molte altre informazioni che, ad esempio, possono tornare utili per risparmiare qualche euro in più al mese.

Si tratta di informazioni che rispondono a domande frequenti nell’ambito della fornitura di energia elettrica.

Per prima cosa va detto che sulla bolletta della luce è presente il codice POD (Punto di Prelievo).

Si tratta di un codice alfanumerico molto importante per la gestione della fornitura perché identifica in modo univoco e inequivocabile l’utenza.

Il codice identificativo dell’utenza è necessario per diverse operazioni relative alla fornitura della luce elettrica.

È un’informazione fondamentale, ad esempio, quando si cambia il fornitore per passare a un’offerta più conveniente o, anche, quando si effettuano voltura o subentro.

Per sapere, invece, su quali dati si basa il calcolo del consumo mensile, si può trovare indicazione dei dati frutto di una lettura del distributore (letture rilevate), comunicati in autolettura (autolettura) o stimati (letture stimate).

I consumi fatturati, infatti, possono comprendere sia i consumi reali, che quelli stimati.

Conguagli e ricalcoli, che spesso si traducono in brutte sorprese in bolletta, sono frutto di fatturazione sulla base di stime di consumo in mancanza dei dati effettivi.

Per questo è importante, nel caso di presenza di letture stimate, di inviare subito un’autolettura, per avvicinare la prossima bolletta al consumo reale, senza far accumulare costosi scostamenti.

In ogni caso, è sempre importante inviare periodicamente al fornitore l’autolettura del contatore, per evitare questi inconvenienti.

Ad esempio, il consumo annuo di elettricità si trova nella seconda pagina della bolletta di sintesi.

Si tratta del consumo relativo a 12 mesi di fornitura ricavato dallo storico effettivo del cliente o sulla base di una stima.

Per le nuove forniture, questo dato è assente ed è sostituito dalla voce “consumo da inizio fornitura” fino a che non saranno trascorsi i primi 12 mesi.

Per facilitare l’analisi del consumo annuo, il dato è suddiviso per ciascuna fascia oraria.

E’ utile conoscere il consumo annuo di kWh, che può essere utile in diverse occasioni.

Può aiutare a capire quanto si preleva nel lungo periodo (confrontando con gli anni precedenti) e quando si preleva maggiormente per capire se è più conveniente un’offerta monoraria o bioraria.

Proseguendo, grazie alle informazioni ricavate dai contatori di ultima generazione, la bolletta della luce si è arricchita di un dato importante: il livello massimo di potenza prelevata espresso in kW.

Un consumatore attento potrà utilizzare questa informazione in diversi modi e potrà trarne delle conclusioni che possono aiutarlo a risparmiare.

Può essere il caso della verifica dell’effettiva efficienza energetica di un grande elettrodomestico appena sostituito (confrontando l’assorbimento massimo mensile con quello dei mesi precedenti).

M

a la potenza prelevata può essere utile anche per risolvere questioni che riguardano il disagio di un contatore che scatta troppo di frequente.

Se la massima potenza prelevata supera spesso i 3 kW, è senz’altro il caso di chiedere al fornitore di aumentare la potenza del contatore.

Questo eviterà di dover ripristinare spesso il contatore e garantirà la continuità della fornitura.

Inoltre, può capitare di parlare con amici e parenti e scoprire di pagare una bolletta della luce più alta della media.

Una delle cause più frequenti per una bolletta fuori misura (a parte, ovviamente, consumi particolarmente elevati) è un errore in fase di stipula.

La prima cosa da controllare in bolletta, allora è la tipologia di cliente della nostra utenza: se si tratta dell’abitazione di residenza deve essere indicata, tra le caratteristiche tecniche della fornitura, la dicitura “Domestico residente”.

I costi per un cliente “Domestico non residente” (l’utenza luce della casa in montagna o al mare, per intenderci) sono più alti.

Quando serve contattare il fornitore di energia elettrica, la prima cosa che si fa è cercare in Internet i recapiti.

Tuttavia, il più delle volte, ci si perde nei meandri dei siti online o ci si imbatte in informazioni non aggiornate che fanno solo perdere tempo.

La soluzione c’è ed è nelle vostre mani: in bolletta sono presenti i contatti del servizio clienti del fornitore.

9 Novembre 2018 · Giovanni Napoletano


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