Debito IVA - concordato preventivo accordo e piano del consumatore

L’accordo o a cui possono giungere i creditori con l’imprenditore non fallibile o il piano di ristrutturazione del debito presentato dal consumatore, possono prevedere esclusivamente la dilazione del pagamento con riguardo ai tributi costituenti risorse proprie dell’Unione Europea, all’imposta sul valore aggiunto ed alle ritenute operate e non versate.

Anche l’accesso alla procedura di concordato preventivo, che mira a sfociare nel patto concordatario con i creditori, non puo’ portare ad omettere o ridurre il versamento dell’Iva alla scadenza di legge.

Per quanto attiene il debito Iva, nel concordato preventivo, nonché negli accordi di ristrutturazione del debito fra creditori ed imprenditore non fallibile così come nel piano del consumatore, deve essere previsto il pagamento integrale. Infatti, ogni Stato membro dell’Unione Europea deve garantire, tramite tutte le misure legislative e amministrative, che l’Iva sia interamente riscossa nel proprio territorio.

Questi, in sintesi, i principi ribaditi dai giudici della Corte di cassazione nella sentenza numero 15853/15.

29 Maggio 2015 · Ornella De Bellis

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Stai leggendo Debito IVA - concordato preventivo accordo e piano del consumatore Autore Ornella De Bellis Articolo pubblicato il giorno 29 Maggio 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 29 Novembre 2019 Classificato nella categoria composizione delle crisi da sovraindebitamento - debiti esdebitazione e fallimento debitore con legge 3/2012 salva suicidi Inserito nella sezione fisco, tributi e contributi

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