famiglia separazione divorzio lavoro pensioni isee sostegno al reddito » mini guide


Per la domanda di reddito di cittadinanza gli stranieri extracomunitari esentati dall’obbligo di presentare la documentazione integrativa del paese di origine – per attestare reddito percepito, patrimoni detenuti e composizione del nucleo familiare all’estero basterà una semplice autocertificazione

Patrizio Oliva - 2 Gennaio 2020


Come noto, il decreto legge 4/2019, in tema di reddito o pensione di cittadinanza, prevedeva l'obbligo, in capo ai cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea, di produrre in fase istruttoria, ai fini dell'accoglimento della domanda, una certificazione dell'autorità estera competente, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall'autorità consolare italiana. Con tale certificazione avrebbero dovuto essere comprovati i requisiti reddituali, nonché la composizione del nucleo familiare, per accedere al beneficio. Ebbene, il nuovo governo, per venire incontro alle difficoltà dei cittadini extracomunitari nel reperire la documentazione necessaria nel paese di provenienza, ha deciso che per costoro basterà integrare la domanda [ ... leggi tutto » ]


Assegno sociale 2020 e nuovi limiti di pignoramento di stipendio, pensione e conto corrente

Tullio Solinas - 28 Dicembre 2019


A partire da gennaio 2020, l'importo massimo dell'assegno sociale ammonta a 459,83 euro, importo erogato per tredici ratei esenti da tassazione IRPEF. Trattandosi di una misura di sostegno al reddito ed essendo l'importo erogato necessariamente minore del minimo vitale (valorizzato come importo massimo dell'assegno sociale aumentato della metà), l'assegno sociale risulta assolutamente non pignorabile. Ricordiamo che l'assegno sociale è una prestazione economica, erogata a domanda, erogata a domanda, a favore di cittadini italiani e stranieri in condizioni economiche disagiate e con redditi inferiori alle soglie previste annualmente dalla legge: l'età richiesta per poter accedere alle prestazioni in oggetto è di [ ... leggi tutto » ]


E’ l’intento vessatorio del datore di lavoro a caratterizzare il mobbing

Tullio Solinas - 13 Dicembre 2019


Ai fini della configurabilità del mobbing lavorativo deve ricorrere una serie di comportamenti di carattere persecutorio - illeciti o anche leciti se considerati singolarmente - che, con intento vessatorio, siano posti in essere contro la vittima in modo miratamente sistematico e prolungato nel tempo, direttamente da parte del datore di lavoro o di un suo preposto o anche da parte di altri dipendenti, sottoposti al potere direttivo dei primi. Deve, inoltre, essere individuato l'evento lesivo della salute, della personalità o della dignità del dipendente nonché il nesso tra le descritte condotte e il pregiudizio subito dalla vittima nella propria integrità [ ... leggi tutto » ]


Nuovi modelli dsu/isee – come cambiano le regole per la compilazione da gennaio 2020

Genny Manfredi - 25 Ottobre 2019


Nuovi requisiti per poter richiedere l'ISEE corrente e modalità di calcolo della situazione reddituale corrente Dal 23 ottobre 2019, per poter richiedere l'ISEE corrente, sarà sufficiente che si sia verificata una soltanto delle due condizioni di seguito riportate: una variazione della situazione lavorativa, per almeno un componente del nucleo familiare, consistente in: lavoratori dipendenti a tempo indeterminato per cui sia intervenuta una risoluzione del rapporto di lavoro o una sospensione dell'attività lavorativa o una riduzione della stessa; lavoratori dipendenti a tempo determinato ovvero impiegati con tipologie contrattuali flessibili, che risultino non occupati alla data di presentazione della DSU, e che [ ... leggi tutto » ]


Differenza fra domicilio e residenza – i concetti di residenza anagrafica e di residenza civilistica

Ludmilla Karadzic - 29 Settembre 2019


L'articolo 43 del codice civile definisce che il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi mentre la residenza il luogo in cui la persona ha la dimora abituale. Si tratta, tuttavia, di una formulazione assai generica: secondo interpretazione convergente della giurisprudenza, la residenza coincide con la dimora abituale del soggetto in un dato luogo, ed è connotata da requisiti oggettivi e soggettivi. Può quindi essere diversa dal luogo eletto quale domicilio, poiché sovente capita (ad esempio lavoratori autonomi/professionisti) che come domicilio venga scelto lo studio professionale, mantenendo [ ... leggi tutto » ]