ISE (Indicatore delle Situazione Economica) del nucleo familiare

Rispetto alla normativa antecedente alla riforma della materia, non vengono modificate né la definizione, né il metodo di calcolo dell'ISEE quale rapporto tra l'ISE (indicatore della situazione economica del nucleo familiare) e la scala di equivalenza (in pratica, un fattore correttivo che dipende dal numero dei componenti il nucleo familiare).

L'ISE del nucleo familiare viene determinato ancora dalla somma dell'indicatore della situazione reddituale ISR e dal 20% dell'indicatore della situazione patrimoniale ISP.

L'ISEE, come accennato, continua ad essere calcolato dividendo l'ISE del nucleo familiare per un fattore correttivo (scala di equivalenza) che dipende dal numero dei componenti il nucleo familiare.

Tuttavia, il nucleo familiare di riferimento viene individuato in funzione della specificità delle prestazioni a cui si chiede l'accesso. Ed anche le componenti reddituali e patrimoniali dell'indicatore della situazione economica sono soggette a modalità di calcolo differenti per ciascuna prestazione. Si configurano così, oltre ad un ISEE standard o ordinario, calcolato sulla base del numero di componenti del nucleo familiare standard, anche un ISEE per l'Università, un ISEE sociosanitario, un ISEE sociosanitario-residenze, un ISEE minorenni, diversi in ragione della prestazione che si andrà a richiedere e del numero di componenti che fanno parte del nucleo familiare individuato (nucleo familiare di riferimento).

Argomenti correlati

Assistenza gratuita - Cosa sto leggendo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su ise (indicatore delle situazione economica) del nucleo familiare. Clicca qui.

Stai leggendo ISE (Indicatore delle Situazione Economica) del nucleo familiare Autore Lilla De Angelis Articolo pubblicato il giorno 14 gennaio 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 5 novembre 2018 Classificato nella categoria famiglia separazione divorzio lavoro pensioni isee » mini guide Inserito nella sezione lavoro, pensioni, famiglia separazione e divorzio, Isee.

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Potrai utilizzare le tue credenziali Facebook oppure accedere velocemente come utente anonimo.
» accesso con Facebook
» accesso rapido anonimo (test antispam)
  • Anonimo 19 aprile 2019 at 14:10

    Buongiorno, volevo porre una domanda, devo iscrivere mia figlia al nido e mi richiedono l’isee, io non sono sposata con il padre di mia figlia ma siamo conviventi. Mia figlia ed io siamo residenti in un paese e il mio compagno in un altro. Io e mia figlia siamo residenti dove vivono anche i miei genitori, per fare la domanda isse mi serve il reddito di tutto il mio nucleo famigliare o è sufficiente il mio?
    Perché se è sufficiente il mio entro in una determinata fascia di reddito se invece servono anche quelli dei miei genitori sono in una fascia piu’ alta.
    Grazie

    • Ludmilla Karadzic 19 aprile 2019 at 14:18

      Per l’accesso all’asilo nido il nucleo familiare è formato da lei, sua figlia, il padre di sua figlia, e i suoi genitori.

  • Anonimo 16 marzo 2019 at 16:42

    Quindi per la soglia del reddito familiare devo fare riferimento alla voce ISR (indicatore situazione reddituale) nel modello isee e non alla voce ISE (indicatore situazione economica)?

    • Simone di Saintjust 16 marzo 2019 at 16:49

      Come abbiamo cercato di spiegare l’ISE rispecchia la situazione economica del nucleo familiare e comprende la situazione reddituale del nucleo familiare (ISR) + il 20% della situazione patrimoniale (ISP). Quindi deve fare riferimento all’ISR.

  • Anonimo 16 marzo 2019 at 15:14

    Volevo sapere da dove viene preso il reddito familiare per il reddito di cittadinanza. Non capisco se è nella voce ISR o ISE dell’ISEE.

    • Simone di Saintjust 16 marzo 2019 at 16:21

      l’ISE (Indicatore della Situazione Economica) è uguale all’ISR (Indicatore della Situazione Reddituale) più il 20% dell’ISP (Indicatore della Situazione Patrimoniale). Quello che lei sta cercando è l’ISR (Indicatore della situazione Reddituale), cioè il reddito complessivo del nucleo familiare. L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è dato dalla divisione dell’ISE per il fattore di equivalenza.

      In contesti non chiarissimi, consigliamo sempre di evitare i calcoli e presentare comunque la domanda per ottenere il reddito di cittadinanza: sarà poi l’INPS a verificare se esistono i presupposti per erogare il beneficio.

  • Sergio Cotturone 13 febbraio 2019 at 17:32

    Salve sono Sergio, unico in famiglia con ISEE di Euro 6.486,40.
    Ho un ISP pari a Euro 26.992,00 in base ad una detrazione del patrimonio immobiliare di Euro 79.632,00 – 52.640,00.
    La domanda che vi chiedo è la seguente:
    Rientro nel reddito di cittadinanza, considerando che ho un valore ISEE inferiore a Euro 9.360,00, dal 2001 non lavoro, non posseggo auto né moto e ho poco più di Euro 300,00 in banca?
    Il mio dubbio è che per accedere alla misura del reddito si cittadinanza, il valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non deve superiore a 30 mila euro, ma questo valore patrimoniale immobiliare èl’ISP?

    Grazie
    Sergio

    • Ornella De Bellis 13 febbraio 2019 at 18:01

      L’articolo 2, comma 1 lettera (b) numero (3) del decreto legge 4/2019 stabilisce che con riferimento a requisiti patrimoniali per l’accesso al reddito di cittadinanza, il nucleo familiare deve possedere un valore del patrimonio immobiliare, come definito a fini ISEE, diverso dalla casa di abitazione, non superiore ad una soglia di euro 30.000.

      Tenendo conto che, se superiore al saldo al 31 dicembre 2018, il patrimonio mobiliare va riferito alla consistenza media annua riferita al 31 dicembre 2018, e che l’ISR (Indicatore della Situazione Patrimoniale) comprende anche il patrimonio mobiliare del nucleo familiare, se non ci sono stati grossi prelievi dal conto corrente in corso d’anno, e se il patrimonio mobiliare è limitato al solo saldo al 31 dicembre 2018 o alla sola giacenza media annua del conto corrente, lei dovrebbe rientrarci.

      Ad ogni modo il valore del patrimonio immobiliare ai fini ISEE è normato dall’articolo 5 del DPCM 159/2013 che testualmente riporta Il patrimonio immobiliare e’ pari al valore dei fabbricati, delle aree fabbricabili e dei terreni, intestati a persone fisiche non esercenti attivita’ d’impresa, quale definito ai fini IMU al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della DSU, indipendentemente dal periodo di possesso nell’anno. Il valore e’ cosi’ determinato anche in caso di esenzione dal pagamento dell’imposta. Dal valore cosi’ determinato di ciascun fabbricato, area o terreno, si detrae, fino a concorrenza, l’ammontare dell’eventuale debito residuo alla data del 31 dicembre dell’anno precedente la presentazione della DSU per mutui contratti per l’acquisto dell’immobile o per la costruzione del fabbricato. Per i nuclei familiari residenti in abitazione di proprieta’, il valore della casa di abitazione, come sopra determinato, al netto del mutuo residuo, non rileva ai fini del calcolo del patrimonio immobiliare se inferiore alla soglia di 52.500 euro, incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo. Se superiore alle predette soglie, il valore rileva in misura pari a due terzi della parte eccedente.

  • Anonimo 13 febbraio 2019 at 10:55

    Potrebbe fare chiarezza su questo dubbio? Nel confrontare i dati in mio possesso dei redditi complessivi a me risultanti e indicati nella DSU e il calcolo dell’ISR fatto dall’INPS nell’attestazione ISEE rilasciata a gennaio 2019 ho riscontrato una differenza. Alla somma come lavoratore dipendente l’Ente aggiunge forse tutti i bonus percepiti durante l’anno 2017 (bonus infanzia, premio alla nascita,carta acquisti, contributo baby-sitting e assegni familiari autorizzati ed erogati dal datore di lavoro in busta paga. Queste cifre fanno cumulo con i redditi dichiarati con regolare 730? nell’ISR “attestato” la differenza di calcolo risulta essere, a mio avviso, di euro 3858, (considerando le detrazioni entro 3000 euro per lavoro dipendente non effettuate per avere il dato “redditi complessivi”) o di euro 858 (se non si deve sottrarre l’importo totale delle detrazioni e crediti d’imposta rilevato nel prospetto di liquidazione Modello 730-3 relativo all’assistenza fiscale dei redditi 2017). Ringrazio in anticipo specialmente in caso si risposta in tempi brevi.

    • Ornella De Bellis 13 febbraio 2019 at 11:46

      L’articolo 4 comma 2, lettera (f) del DPCM 159/2013 stabilisce che nell’Indicatore della Situazione Reddituale devono essere conteggiati anche tutti i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche.

  • Anna 4 agosto 2016 at 11:14

    Grazie, ma mi scusi se insisto, se invece volessi intraprendere la strada presso l’autorità giudiziaria, tralasciando quella dell’assistente sociale?

    • Annapaola Ferri 4 agosto 2016 at 11:47

      Deve affidarsi ad un avvocato, denunciare all’Autorità Giudiziaria che il padre naturale di sua figlia si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà dei genitori e chiedere al Tribunale dei minorenni l’esclusione del genitore dall’esercizio della responsabilità genitoriale (decadenza della patri potestà) sul minore.

  • Anna 4 agosto 2016 at 10:16

    Sono madre di una ragazza maggiorenne iscritta all’università al primo anno.

    Non posso presentare l’isee per le tasse e tantomeno richiedere per mia figlia la borsa di studio in quanto il padre si rifiuta di fare il suo isee. Specifico che non siamo sposati e lui non ha mai fatto parte del nostro nucleo familiare. Nè ha mai provveduto a versare assegni per la figlia o interessarsi ad essa.

    So che bisogna presentare una certificazione di estraneità del padre naturale in termini di rapporti affettivi ed economici.

    La mia domanda è se voglio richiederla all’autorità giudiziaria a chi mi devo rivolgere e che documenti devo produrre per ottenerla?

    • Annapaola Ferri 4 agosto 2016 at 10:38

      Può rivolgersi, più semplicemente, ai servizi sociali del Comune in cui risiede, presentando istanza diretta ad accertare l’estraneita’ del padre naturale in termini di rapporti affettivi ed economici verso la figlia. Occorre, di solito, una apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, corredata dallo stato di famiglia.

      A seguito dell’istruttoria condotta dall’assistente sociale, anche con l’eventuale ausilio della polizia municipale, il dirigente del settore certificherà l’eventuale stato di estraneità in termini di rapporti affettivi ed economici fra padre e figlia. Il che consentirà l’esclusione dal nucleo familiare della figlia per il padre naturale non convivente, o divorziato e non soggetto all’obbligo di corresponsione di assegno per il mantenimento economico della figlia.

      E’ quanto prevede il DPCM 159/2013, articolo 7, per risolvere situazioni simili alla sua.

  • benedetti cinzia 6 maggio 2015 at 07:43

    salve a tutti ….
    siamo genitori ne’ conviventi ne’ coniugati… la bambina e’ nata il 4 gennaio di quest’anno. risulta residente con me, e il padre altra residente in altra provincia. Devo fare l isee

    • Annapaola Ferri 6 maggio 2015 at 11:51

      Il genitore non convivente nel nucleo familiare della figlia minorenne, e non coniugato con l’altro genitore – ai soli fini dell’ottenimento di prestazioni riservate ai figli minorenni (asilo nido, ad esempio) – si considera facente parte del nucleo familiare della figlia, a meno che non ricorrano altre condizioni (sia coniugato con persona diversa dalla madre del minore, abbia perso la patria potesta’, abbia figli in altre unioni).



Domande

Forum

Sezioni

Home

Argomenti

Altre Info

Cerca