Sentenze e ordinanze della corte di cassazione in tema di lavoro e pensione

Minacciare il lavoratore che non sottoscrive una falsa busta paga integra il reato di estorsione

Tullio Solinas - 14 ottobre 2018

Integra il delitto di estorsione la condotta del datore di lavoro il quale, approfittando della situazione del mercato del lavoro a lui favorevole per la prevalenza dell'offerta sulla domanda, costringe i propri dipendenti, con la minaccia larvata di licenziamento, ad accettare la corresponsione di trattamenti retributivi deteriori e non adeguati alle prestazioni effettuate, in particolare inducendo a sottoscrivere buste paga attestanti il pagamento di somme maggiori rispetto a quelle effettivamente versate. Si tratta del principio di diritto enunciato dai giudici della Corte di cassazione, sezione penale, con la sentenza 45413/18. La vicenda portata all'attenzione dei giudici di legittimità riguardava un [ ... leggi tutto » ]

Cosa accade se il datore di lavoro non versa al creditore le trattenute prelevate dallo stipendio del debitore per il rimborso del prestito dietro cessione del quinto

Giorgio Martini - 15 aprile 2018

Il contratto di finanziamento estinguibile mediante cessione di quote di stipendio è una tipica forma di finanziamento che consente al soggetto richiedente (il lavoratore dipendente) di disporre, in tempi brevi, delle somme di cui necessita, per poter poi restituire gli importi richiesti nel corso degli anni mediante una trattenuta mensile operata dal datore di lavoro sulla propria busta paga. Con tale meccanismo il creditore che ha erogato il prestito al lavoratore dipendente risulta garantito dal datore di lavoro terzo obbligato che, per effetto della cessione del credito a lui regolarmente notificata, è tenuto a versare al creditore cessionario quanto trattenuto. [ ... leggi tutto » ]

Finita la pacchia gratis per chi assume operatori di call center con contratto di collaborazione coordinata e continuativa

Tullio Solinas - 28 novembre 2017

I nuovi furbetti del Jobs Act, i lobbisti fans del cantastorie di Rignano, sono avvisati: da oggi potrebbero venire travolti da un immane contenzioso con gli operatori di call center assunti con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, i quali potrebbero vedersi dichiarata, in via giudiziale, la sussistenza di un rapporto di lavoro tipicamente subordinato a tempo indeterminato con il proprio datore di lavoro, con conseguente pagamento delle differenze retributive e dell'indennità risarcitoria in caso di licenziamento illegittimo. I collaboratori coordinati e continuativi (cosiddetti co-co-co) sono anche indicati come lavoratori parasubordinati, perché rappresentano una categoria intermedia fra il lavoro autonomo [ ... leggi tutto » ]

Licenziamento illegittimo per chi denuncia il datore di lavoro all'autorità giudiziaria » anche se le ipotesi di reato si rivelano infondate

Chiara Nicolai - 27 novembre 2017

L'obbligo di fedeltà (di cui all'articolo 2105 del codice civile), non può essere esteso sino a imporre al lavoratore di astenersi dalla denuncia di fatti illeciti che egli ritenga essere stati consumati all'interno dell'azienda, poiché, in tal caso, si correrebbe il rischio di scivolare verso, non voluti, ma impliciti, riconoscimenti di una sorta di dovere di omertà che, ovviamente, non può trovare cittadinanza nel nostro ordinamento giuridico. La presenza e la valorizzazione di interessi pubblici superiori porta ad escludere che nell'ambito del rapporto di lavoro la sola denuncia all'autorità giudiziaria di fatti astrattamente integranti ipotesi di reato, possa essere fonte [ ... leggi tutto » ]

Licenziamento per scarso rendimento - quando è illegittimo

Tullio Solinas - 16 novembre 2017

Al fine di poter considerare legittimo il licenziamento comminato per scarso rendimento, il datore di lavoro è tenuto a provare rigorosamente il comportamento negligente del lavoratore, in quanto elemento costitutivo del recesso per giustificato motivo soggettivo, e che l'inadeguatezza del risultato non sia ascrivibile all'organizzazione del lavoro da parte dell'imprenditore ed a fattori socio-ambientali. In particolare, è legittimo il licenziamento intimato al lavoratore per scarso rendimento soltanto qualora sia risultato provato, sulla scorta della valutazione complessiva dell'attività resa dal lavoratore stesso ed in base agli elementi dimostrati dal datore di lavoro, una evidente violazione della diligente collaborazione dovuta dal dipendente, [ ... leggi tutto » ]



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