Azione esecutiva e pignoramento – Come evitare il pignoramento

Il debitore può evitare il pignoramento, versando all'ufficiale giudiziario l'intero ammontare del debito, comprensivo delle spese e degli interessi, per il successivo versamento ai creditori. Nel caso di pignoramento di cose il debitore può agire nello stesso modo affinché l'ammontare versato sostituisca i beni pignorati. In questo caso il versamento deve essere aumentato oltre che delle spese e degli interessi, di due decimi.

La liberazione dei beni avviene solo con ordinanza di accoglimento da parte del giudice della richiesta (di conversione) in cancelleria del debitore di sostituire i beni con la somma di denaro come sopra riportate.

L'ordinanza del giudice riporta l'ammontare da versare da parte del debitore e, in presenza di giustificato motivo, per i beni immobili la possibilità di rateizzare, in massimo diciotto mesi,  la somma dovuta. La somma da versare ratealmente deve essere aumentate del tasso di interesse (convenzionale o legale).

In caso di mancati o ritardati pagamenti (15 giorni oltre la scadenza) su richiesta del creditore il giudice dispone la vendita dei beni pignorati.

Il pignoramento perde efficacia se entro 90 giorni non sia stata richiesta l'assegnazione o la vendita dei beni. In questo caso il giudice dispone la cancellazione delle trascrizioni riportate sui registri immobiliari.

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