CAI Centrale Allarme Interbancaria – iscrizione revoca e sanzioni

Presentiamo di seguito una scheda informativa sulla CAI – Centrale Allarme Interbancaria, un archivio gestito dalla società SIA per  Bankitalia, che raccoglie i dati dei soggetti classificati come cattivi pagatori per emissione  di assegni senza provvista o autorizzazione e/o per utilizzo irregolare di carte di credito.

COSA E’ LA CAI (Centrale d’Allarme Interbancaria)

La Centrale d’Allarme Interbancaria (CAI) e’ l’archivio informatizzato degli assegni e delle carte di pagamento irregolari istituito presso la Banca d’italia ai sensi della legge 205/99 e del d.lgs. 507/99, nonche’ dal regolamento attuativo di quest’ultimo (decreto Ministero della giustizia 458/01) e dal regolamento della Banca d’Italia del 29/1/02.

Questo archivio informatizzato e’ stato istituito in seguito alla depenalizzazione di una serie di reati minori tra cui l’emissione di assegni senza provvista o autorizzazione, e la Banca d’Italia ne ha affidato gestione alla S.I.A, Società Interbancaria per l’Automazione.

Sono obbligati alle segnalazioni le banche, le poste, gli intermediari finanziari che emettono carte di credito, le prefetture e l’autorita’ giudiziaria (per mezzo del ministero della Giustizia).

Nell’archivio confluiscono i seguenti dati:

  • le generalita’ (dati anagrafici, codice fiscale e domicilio) dei soggetti che emettono assegni (bancari o postali) senza autorizzazione o non coperti. In questi casi scatta la cosiddetta “revoca di sistema”, ovvero il divieto ad emettere assegni per sei mesi e l’obbligo di restituire quelli posseduti. Tale revoca comporta – in concreto – il divieto per qualunque banca e ufficio postale di stipulare nuove convenzioni di assegno con il soggetto e di pagare gli assegni tratti dal medesimo dopo l’iscrizione nell’archivio;
  • gli estremi (coordinate, divisa, importo) degli assegni bancari o postali emessi senza autorizzazione o senza provvista, nonche’ degli assegni non restituiti alle banche e agli uffici postali dopo la revoca dell’autorizzazione;
  • le generalita’ dei soggetti a cui sia stata revocata l’autorizzazione all’uso di carte di credito e di debito (bancomat) a causa di mancati pagamenti delle somme relative a prelievi o transazioni effettuati con le stesse. Questa iscrizione rimane per due anni ma non comporta lo scatto di alcun divieto. Il soggetto potrebbe ottenere quindi altre carte di pagamento, a discrezione dell’ente emittente;
  • i dati delle carte di pagamento (emittente, numero, scadenza) per le quali sia stata revocata l’autorizzazione all’utilizzo;
  • le sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie applicate per l’emissione di assegni bancari o postali senza autorizzazione o senza provvista (che potrebbero prevedere il divieto di emettere assegni per un periodo da due a cinque anni), nonché sanzioni penali e connessi divieti applicati per l’inosservanza degli obblighi imposti a titolo definitivo;

Nell’archivio vengono anche registrati i dati non nominativi (anonimi) relativi agli assegni e alle carte a rischio, ovvero, per esempio, quelli per i quali e’ stato denunciato il furto o la perdita (per gli assegni vengono segnatale le coordinate, la divisa, l’importo, per le carte l’emittente, il numero e la scadenza).

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Commenti e domande dei lettori

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  • beppe666 8 maggio 2013 at 18:58

    Se si e protestato per emissione assegno scoperto la banca o posta puo chiudermi il conto e posso avere problemi ad aprirne uno nuovo? io ho il cc in posta grazie in anticipo

    • Ornella De Bellis 8 maggio 2013 at 19:12

      Difficilmente al protestato viene aperto un conto corrente nuovo. Anche quello in essere può essere chiuso, venendo a mancare il necessario rapporto di fiducia fra banca e cliente.

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