Prestito tra parenti? » Consigliabile giustificare ad Agenzia Entrate

Donazione o prestito tra familiari: è sempre bene formalizzare per iscritto ogni regalo ricevuto in denaro, per poter evitare un accertamento fiscale dall'Agenzia delle Entrate.

Quando ricevete in dono o in prestito una somma di denaro, anche se si tratta di un parente, è bene sempre giustificarla agli occhi dell'Agenzia delle Entrate.

In altre parole, dovete essere pronti a dimostrare da dove provengono questi soldi.

In caso contrario, infatti, il fisco potrebbe presumere che si tratti di “nero” e, a seguito di un accertamento fiscale, potrebbe chiedervi di pagare le tasse su dette somme, pur avendole ricevute in prestito o regalo.

Questa è una delle tante conseguenze derivanti dai nuovi strumenti di controllo dell'amministrazione finanziaria.

Grazie al redditometro, infatti, è possibile verificare il volume di spese dei contribuenti e ogni movimentazione bancaria in entrata o in uscita dal conto corrente.

Prestito tra parenti ed accertamento fiscale: un esempio pratico

Potrebbe capitare, ad esempio, in occasione del vostro compleanno, che uno zio vi doni una cospicua somma di denaro.

Con questa, senza pensarci due volte, acquistate un nuovo televisore di ultima generazione da 55 pollici.

L'acquisto, è bene ricordarlo, potrebbe non sfuggire ai funzionari dell'Agenzia delle Entrate.

E già, il vostro reddito mensile corrisponde di appena 700 euro.

Con questa somma, non sarebbe fattibile effettuare un acquisto così esoso.

Così, se non riuscite a chiarire che il mega televisore è stato comperato con il prestito del caro zio, il fisco presumerà che si tratti invece di redditi non dichiarati.

E allora saranno problemi seri.

A questo punto, per quanto possa sembrare assurdo che due parenti, per un compleanno, siglino un atto scritto di donazione, il consiglio, di questi tempi, è proprio quello di formalizzarlo.

E' bene, per ogni regalo fatto o ricevuto, redarre una scrittura privata avente data certa, nonché far transitare il denaro attraverso strumenti tracciabili come ad esempio un bonifico bancario (naturalmente parliamo di grosse somme).

La data certa potrà essere ottenuta:

  • con la registrazione della scrittura presso l'Agenzia delle Entrate;
  • con uno scambio di corrispondenza attraverso raccomandata a/r, atteso che il bollo apposto del postino è un atto con fede privilegiata che vale come piena prova;
  • ricorrendo a una PEC o una firma digitale.

Quanto detto in precedenza è valido sia per le donazioni di denaro che per i prestiti.

14 novembre 2013 · Carla Benvenuto

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Commenti e domande dei lettori

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  • ignazio 14 novembre 2013 at 16:22

    quindi lei mi sta dicendo se io ho già fatto l'atto alla compagna di mio figlio si dovranno sposar tra 5 anni??? per non rischiare oppure potrebbe magari tra 2 anni rivendere la casa ad un terzo che non sia parente loro e poi trascorsi ulterior 5 anni allora si ricompredebbero la casa?? sai non vogliamo perdere la casa e quindi questa novita ci ha deluso quindi che si può far....si devono sposar tra 5 anni o vender di nuovo la casa a terzi non parenti

    • Ludmilla Karadzic 14 novembre 2013 at 16:45

      Non le sto dicendo nulla, Ignazio. Ho semplicemente scritto che il debitore non può vendere un bene a chi si presume possa conoscere la situazione e che quindi, necessariamente partecipa al disegno di impedire il rimborso del creditore. Nella fattispecie qui esaminata Equitalia avrebbe dovuto iscrivere ipoteca contestualmente alla cancellazione del pignoramento, dopo l'entrata in vigore del "decreto del fare". Non ha ritenuto di procedere in tal senso. Nessuno può dire se il creditore riterrà di esercitare azione revocatoria dopo il matrimonio fra l'acquirente e il figlio del venditore debitore, conclusosi prima che sia decaduto il suo diritto ad esercitarla. Nessuno, infine, può dire cosa potrebbe decidere la Cassazione a fronte dell'esercizio dell'azione revocatoria da parte del creditore, dal momento che il figlio del debitore potrebbe aver conosciuto la sua futura moglie (e acquirente del bene) proprio durante le trattative per il trasferimento della proprietà.

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