Differenze fra decadenza e prescrizione

La prescrizione

La prescrizione è un mezzo con cui l'ordinamento giuridico opera l'estinzione dei diritti quando il titolare non li esercita entro il termine previsto dalla legge (codice civile, articolo 2934 e seguenti).

La decadenza

La decadenza consiste nella perdita della possibilità di esercitare un diritto per il mancato esercizio in un termine perentorio (codice civile, articolo 2964 e seguenti)

Differenze fra decadenza e prescrizione

In termini pratici i due concetti sono molto simili, ma giuridicamente no. La prescrizione, infatti, è stabilita solo dalla legge mentre la decadenza può anche essere frutto di accordi tra due parti. Gli esempi tipici sono il termine entro cui si devono contestare i vizi sui beni acquistati dai consumatori (due mesi dalla loro scoperta, la decadenza) ed il termine entro il quale tale diritto può essere esercitato, promuovendo magari una causa (due anni dall'acquisto, la prescrizione)

E' importante sapere che sia la prescrizione che la decadenza non possono essere rilevate d'ufficio da un giudice. Ciò significa che è necessario contestare attivamente il decorso dei termini (personalmente o attraverso un avvocato), senza aspettare che sia il giudice a rilevare il fatto. La prescrizione e la decadenza sono elementi da considerare subito, sia quando si intende esercitare un diritto sia quando ci vengono chiesti adempimenti (pagamenti di multe, bollette, cartelle esattoriali, etc.). E' bene tener presente, in quest'ottica, che il pagamento preclude la possibilità di opporre la prescrizione.

Non tutti i diritti sono soggetti a prescrizione (per esempio la proprietà, le azioni inerenti la contestazione della paternità e quelle di riconoscimento filiale, il riconoscimento di eredità e le domande di divisione dei coeredi, etc.etc. ). E' bene consultare, in merito, la norma regolatrice (articolo 2934 del codice civile).

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Commenti e domande dei lettori

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  • Antonio Nieddu 19 settembre 2014 at 23:46

    In questi giorni mi è arrivata una intimazione di pagamento di una cartella notificatami oltre cinque anni fa.
    In questa cartella sono messi insieme tributi erariali (irpef, iva, irap, ecc) e contributi previdenziali (inps).
    All'epoca della notifica non ho fatto opposizione. Da Equitalia mi hanno detto che non hanno fatto successive comunicazione di interruzione della prescrizione.
    So che i contributi previdenziali e i tributi erariali si prescrivono in cinque anni.
    Non avendo fatto opposizione all'epoca della notifica vorrei sapere in quanti anni si prescrivono i tributi e i contributi previdenziali contenuti nella cartella e da che data parte la prescrizione: dalla data della notifica della cartella o dalla fine dell'anno in cui avrei dovuto pagarli?

    • Annapaola Ferri 20 settembre 2014 at 06:53

      Una volta che la cartella esattoriale è stata correttamente notificata ed in assenza di opposizione da parte del debitore, la sua prescrizione è decennale se originata da crediti erariali (IRPEF, IVA, IRAP, ecc.) e decorre dalla data di notifica dell'atto.

      Se, invece, la cartella esattoriale origina dall'omesso o insufficiente versamento di contributi previdenziali, vale la regole secondo la quale il precedente termine prescrizionale ricomincia nuovamente a decorrere dalla data di notifica della cartella. Se il credito contributivo è stato iscritto a ruolo dopo il 1 gennaio 1996, il termine di prescrizione è quinquennale.

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