Pignoramento esattoriale presso la PA - la riscossione diretta

Il pignoramento esattoriale presso terzi da parte degli agenti della riscossione, procedura impropriamente denominata  "di pignoramento presso terzi" (impropriamente perché, in realtà, sussistono notevoli differenze rispetto alla procedura esecutiva presso terzi disciplinata dal codice di rito) costituisce un importante strumento di recupero dei crediti vantati dallo Stato nei confronti dei soggetti privati inadempienti.

La riscossione diretta, in particolare,  consente di recuperare le somme in maniera quasi immediata, senza osservare particolari procedure, se non quelle previste dall'articolo 48-bis e 72 bis del DPR 29 settembre 1973, numero 602.

L'articolo 48-bis prevede, per le amministrazioni pubbliche  e le società a prevalente partecipazione pubblica, l'obbligo di verificare, prima di effettuare il pagamento di un importo superiore a diecimila euro, se il beneficiario sia inadempiente all'obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo. In caso affermativo, l'amministrazione non deve procedere al pagamento, segnalando tale circostanza all'agente della riscossione competente per territorio, ai fini dell'esercizio dell'attività di riscossione delle somme iscritte a ruolo.

L'articolo 72-bis prevede che l'atto di pignoramento presso terzi può contenere, in luogo della citazione di cui all'articolo 543, comma 2 numero 4 codice di procedura civile, l'ordine al terzo di pagare il credito direttamente al concessionario, fino a concorrenza del credito per cui si procede, nel termine di quindici giorni dalla notifica dell'atto di pignoramento, per le somme per le quali il diritto alla percezione sia maturato anteriormente alla data di tale notifica e, per le restanti somme, alle rispettive scadenze.

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Commenti e domande dei lettori

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  • ramonn 16 ottobre 2013 at 09:09

    Salve avrei bisogno di un'informazione.
    Equitalia ha fatto un pignoramento presso terzi ad un precedente datore di lavoro. Rapporto di lavoro interrotto da oltre due anni.
    E' possibile in questo caso rischiedere un risarcimento danni ad Equitalia per violazione della privacy avendo loro fornito informazioni relative all'indebitamento ad un soggetto non interessato?

    • Simone di Saintjust 16 ottobre 2013 at 10:38

      Può provare senz'altro a presentare un ricorso al Garante della Privacy.

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