Pignoramento dello stipendio - gli adempimenti del terzo pignorato, del creditore e del debitore

Quali sono gli adempimenti fiscali in termini di ritenuta d'acconto che devono essere osservati dal terzo pignorato, dal creditore pignoratizio e dal debitore. Esempi pratici riferiti alle situazioni più comuni ed alle casistiche più frequenti.

Pignoramento dello stipendio e della pensione - quadro complessivo

Il quadro complessivo della questione relativa alla pignorabilità dei crediti da lavoro dei dipendenti pubblici e dei lavoratori privati, quale emerge dai ripetuti interventi del giudice costituzionale è il seguente:

a) gli stipendi, salari, pensioni, indennità di  fine rapporto, assegni di quiescenza, indennità integrativa speciale ecc., possono essere pignorati, per causa di alimenti, previo decreto di autorizzazione del presidente del tribunale o di un giudice da lui delegato, entro la misura di un terzo;

b) stipendi e pensioni possono essere pignorati, fino alla misura di un quinto e senza preventiva autorizzazione del giudice (pignoramento esattoriale) per debiti verso lo Stato e verso gli altri enti, aziende ecc., derivanti dal rapporto di impiego o di lavoro, nonché, relativamente ai pensionati I.N.P.S., per debiti derivanti da indebite prestazioni percepite a carico di forme di previdenza gestite dall'istituto stesso, ovvero da omissioni contributive;

c) sempre i crediti sopra menzionati, e quindi anche quelli da pensione, possono essere pignorati, fino alla concorrenza di un quinto, per tributi dovuti allo Stato, alle province ed ai comuni, facenti carico, fin dall'origine, all'impiegato o salariato;

d) entro la stessa misura di un quinto possono essere pignorati o sequestrati tutti gli stipendi, salari, pensioni, retribuzioni derivanti dalla prestazione di attività lavorativa dei dipendenti pubblici o privati, per ogni credito vantato nei confronti di costoro;

e) la misura della quota pignorabile va determinata al netto delle ritenute di legge;

f) nel caso in cui concorrano crediti “alimentari”,  crediti “qualificati” (verso Stato, Regioni, Province, Comuni), cessioni e deleghe del quinto (esistenti prima del pignoramento), gli  stipendi e le pensioni, al netto delle ritenute di legge, possono essere pignorati fino alla metà.

g) per le pensioni  la parte necessariamente destinata a soddisfare le esigenze minime di vita (minimo vitale) resta sottratta ad ogni pretesa esecutiva. A meno che il debito non riguardi alimenti dovuti per legge  o creditori “qualificati” (Stato, Regioni, Province, Comuni).

E' comunque il Giudice dell'esecuzione a stabilire, anche sulla scorta della dichiarazione resa dal datore di lavoro, la somma che il datore di lavoro dovrà trattenere e versare al creditore pignorante e le relative modalità di versamento fino all'estinzione del pignoramento e nel rispetto dei limiti così  come disciplinati dall'Articolo 545 del Codice di Procedura Civile.

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  • Carla Benvenuto 21 ottobre 2012 at 08:49

    Pignoramento dello stipendio edi adempimenti del terzo pignorato, del creditore e del debitore - Quadro sinottico su normative di riferimento, sanzioni e provvedimenti ADE

    Normativa di riferimento:
    - Legge 27/12/1997, n. 449, art. 21
    - Provv. Agenzia entrate 3/3/2010;
    - Circolare 2/3/2011, n. 8/E.

    Codice tributo:
    - 1049: ritenuta operata a titolo d'acconto Irpef dovuta dal creditore pignoratizio, su somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi - art. 21, c. 15. Legge n. 449/97, come modif. dall'art.15, c. 2 , D.L. n. 78/09

    Sanzioni:
    Sanzione amministrativa:
    - omesso o insufficiente versamento di ritenute: sanzione pari al 30% dell'ammontare non versato;
    - omessa o insufficiente effettuazione di ritenute: sanzione pari al 20% dell'importo non trattenuto.
    Sanzione penale:
    - mancato versamento, entro il termine per presentare il mod. 770, di ritenute risultanti dalla certificazione dei sostituti d'imposta, per un ammontare superiore a euro 50.000 per ogni periodo d'imposta: reclusione da 6 mesi a 9 anni.

    Agenzia delle Entrate: Provvedimento 03/03/2010
    Provvedimento concernente l'effettuazione delle ritenute alla fonte per le somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi di cui all'art. 21, comma 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, come modificato dall'art. 15, comma 2, del Decreto Legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito in Legge 3 agosto 2009, n. 102 - (Pubblicato il 04/03/10 ai sensi dell'art. 1, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n° 244)

    Decreto legislativo 10/03/2000, n. 74
    Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell'articolo 9 della legge 25 giugno 1999, n. 205.
    Articolo 10 Bis - Omesso versamento di ritenute certificate

    Decreto del Presidente della Repubblica 29/09/1973, n. 600
    Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi.
    Articolo 23 - Ritenuta sui redditi di lavoro dipendente

    Legge 27/12/1997, n. 449
    Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica.
    Articolo 21 - Disposizioni per il recupero d'imponibile

    Decreto legislativo 18/12/1997, n. 471
    Riforma delle sanzioni tributarie non penali in materia di imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto e di riscossione dei tributi, a norma dell'articolo 3, comma 133, lettera q), della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
    Articolo 13 - Ritardati od omessi versamenti diretti
    Articolo 14 - Violazioni dell'obbligo di esecuzione di ritenute alla fonte

    Decreto legge 01/07/2009, n. 78
    Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini [Tremonti-ter]
    Articolo 15 - Potenziamento della riscossione

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