Decreto ingiuntivo o ingiunzione di pagamento

La seconda "strada" percorribile per il creditore è quella di chiedere al Tribunale territorialmente competente l'emissione di ingiunzione di pagamento.

Le condizioni di ammissibilità per tale procedura sono:

  • Che il credito sia una somma "liquida" di denaro, di una "determinata" quantità di "cose fungibili" o la consegna di una "cosa mobile" determinata;
  • Che sia data la prova "scritta" dell'esistenza del credito.

La peculiarità di tale procedimento speciale si ravvisarsi nell'obbligo per il creditore di fornire al Giudice - già al momento del deposito del ricorso presso la Cancelleria del Tribunale - la prova scritta dell'esistenza del diritto preteso.

Per comprendere al meglio cosa intenda la legge per "prova scritta" appare sufficientemente chiaro il disposto dell'articolo 634 codice di procedura civile ove asserisce - al primo capoverso - che "per i crediti relativi a somministrazioni di merci e di denaro nonché per prestazioni di servizi fatte da imprenditori che esercitano un'attività commerciale, anche a persone che non esercitano tale attività, sono altresì prove scritte idonee gli estratti autentici delle scritture contabili di cui agli articoli 2214 e seguenti del codice civile purché bollate e vidimate nelle forme di legge … ".

L'imprenditore potrà quindi sentirsi legittimato a richiedere un'ingiunzione di pagamento quando avrà a sostegno del credito delle fatture commerciali, delle scritture private in cui emerga l'esistenza del diritto, telegrammi, estratti autentici delle scritture contabili o altra documentazione.

Depositato il ricorso con annessi i documenti comprovanti la "prova scritta del credito" il Giudice "ingiungerà all'altra parte, con decreto motivato, di pagare la somma o di consegnare la cosa o la quantità di cose chieste … con l'espresso avvertimento che nello stesso termine può essere fatta opposizione e che, in mancanza di opposizione, si procederà ad esecuzione forzata" (articolo 641 codice di procedura civile).

L'imprenditore potrà quindi vedersi riconosciuto il proprio diritto e conseguentemente iniziare l'esecuzione forzata dopo soli quaranta giorni dalla notifica del decreto ingiuntivo (nella realtà i termini sono tuttavia sensibilmente più dilatati a causa delle oramai abituali lungaggini burocratiche).

Nel caso di "opposizione entro quaranta giorni" del debitore avrà invece inizio un procedimento di cognizione ordinario avanti al Giudice che ha emesso il decreto. In tal caso le parti dovranno fornire le prove a sostegno dei propri diritti (il creditore ovviamente dovrà provare la propria pretesa economica ed il debitore l'infondatezza della stessa).

Anche in caso di opposizione al decreto ingiuntivo il debitore non andrà esente ad esecuzione forzata se a sostegno dell'opposizione non fornirà una "prova scritta o di pronta soluzione" (articolo 648 codice di procedura civile).  La norma de qua scoraggia chiaramente le "opposizioni" infondate e pretestuose e tutela, peraltro, il creditore che ha invece già fornito la "prova scritta" a sostegno delle proprie pretese.

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  • Cristiano 23 febbraio 2010 at 19:26

    Buon Giorno, vorrei porre un quesito sul precetto e sul pignoramento:
    Io ero liquidatore di una ditta(s.a.s.), dovevo avere dei soldi da un'altra ditta, quindi le ho fatto causa mentre la mia dita era già in liquidazione, il giudice ha dato la provvisoria esecuzione e quindi il mio credito è stato saldato ma la controparte fece ricorso (non so se è il termine giusto)e quindi il procedimento continuò nonostante io abbia incassato quanto dovutomi. Durante quest’ultimo procedimento il commercialista mi suggeri di chiudere definitivamente la società e cosi facemmo. Adesso ha vinto la causa definitivamente e con condanna x la controparte al risarcimento delle spese sia legali che processuali. Ma la sentenza è a nome della società e la controparte scoprendo che èè stata chiusa non vuole pagare.
    La domanda è io in qualità di liquidatore ho diritto di fare il precetto x avere quanto mi spetta facendo riferimento alla sentenza del giudice??? Ho qualche possibilità ottenere il pignoramento?? Ci sono sentenze analoghe alla mia in cassazione o in altri testi????
    Grazie

    • cocco bill 23 febbraio 2010 at 19:54

      Il suo avvocato, il suo commercialista cosa le dicono?

      Io la ringrazio di tanta fiducia, ma le pare che si possa esprimere un parere qualsiasi dopo 10 righe di descrizione del fatto e tre di domande?

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